RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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L'ALZABANDIERA 

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Alzabandiera alla Caserma Barzon di Padova


Da oltre tre anni a Padova abbiamo consolidato una simpatica tradizione. Il primo giorno feriale di ogni mese tutte le più alte Autorità civili religiose e militari della città si ritrovano alla Caserma Barzon, sede della Direzione della sanità della Regione Militare Nord, proprio accanto alla Basilica di S. Antonio, e cantano in coro l'inno nazionale.
È l’occasione, per tutte le principali Autorità, di ribadire la loro fedeltà ai principi fondamentali della nostra Repubblica, per riaffermare l’unità dello Stato e la collaborazione fra le istituzioni, per discutere anche di qualche problema d’interesse comune.
Nata come cerimonia militare per iniziativa del comandante, Gen. Mario Martinelli, l’Alzabandiera ha via via catalizzato la partecipazione di tutte le istituzioni cittadine e può costituire un esempio da seguire anche per altre realtà simili.
Nel 2006, in occasione del 60° Anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, l’Alzabandiera del 1° di giugno è stata inserita nel programma ufficiale delle celebrazioni e da allora fa parte integrante delle manifestazioni del 2 giugno. L’Amministrazione comunale di Padova ha anche attribuito, per questo, alla Direzione di sanità un prestigioso riconoscimento.
La stampa nazionale ha riportato recentemente alcune proposte tese a inserire nelle scuole la cerimonia dell’alzabandiera ogni mattina. Mi sembrano proposte che hanno un rilevante valore simbolico ma sono, per ora completamente al di fuori della realtà. In ambienti scolastici nei quali si immortalano con i videofonini e si pubblicano su internet scene di dubbio gusto e di idiozia galoppante, mi sembra che sia impossibile ricondurre la mente dei giovani ad apprezzare determinati valori che purtroppo sono quasi scomparsi. Se pensiamo poi a tutte le controversie che sono sorte per l’apposizione del crocifisso in classe, in considerazione della presenza di allievi di diversa estrazione, religione e nazionalità, tale proposta è senz’altro prematura.
La valenza simbolica della nostra semplice cerimonia e il seguito che ha avuto a livello cittadino può essere il primo passo per introdurre una nuova sensibilità e estendere in tempi più lunghi il rispetto per il nostro inno e la nostra bandiera anche fra i nuovi cittadini, che dovranno prima o poi abituarsi a conoscere e rispettare anche le regole e le abitudini del paese che li ospita  senza pretendere d’imporre le proprie.


                     Paolo Padoin  







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