Ho
ricordato diverse volte la necessità di interventi nei
confronti di manifestazioni d'illegalità diffusa. Recentemente,
dopo molte richieste e segnalazioni della Polizia, era
stata irrogata a Torino la misura della sorveglianza speciale a
due anarco- insurrezionalisti, protagonisti di numerose azioni che
avevano destato allarme in città. I giudici d’Appello
hanno annullato il provvedimento, ritenendo che non ne sussistessero i
presupposti, sconfessando l’operato non soltanto di Polizia e
P.M., ma anche dei giudici di primo grado che, dopo lunga riflessione,
avevano disposto la misura. La Procura Generale di Torino ha subito
proposto appello. Una decisione di tal fatta conferma il senso
d’impunità, già molto sviluppato in questi
soggetti, che operano al solo fine di contestare le istituzioni e la
società, e rende ancor più difficile per le Forze
dell’ordine continuare a lavorare con sacrificio e correndo gravi
rischi, per poi essere sbeffeggiati da tali individui, rimasti
impuniti. Sul sito Indymedia piemonte infatti si è letta subito l'esultanza
dei bravi giovani, i quali, incoraggiati da questo loro successo hanno rioccupato due edifici (L'ostile e il Velena) da poco
sgomberati: http://piemonte.indymedia.org/article/6929
http://piemonte.indymedia.org/article/6999
Alcuni commenti sulla decisione citata li ritroviamo su
qualche giornale: il Direttore di Cronaca Qui, il 30 dicembre, parla “della
necessità di stringere il cerchio attorno agli anarchici nostrani ai quali,
spiace dirlo, la magistratura non fa che concedere premi e regalie. Come quella
di togliere la sorveglianza speciale a due anarchici considerati responsabili di
decine di assalti. Un regalino natalizio che cade nel giorno del pacco bomba a
Malpensa”.
http://www.cronacaqui.it/news-regalo-di-natale
Lo stesso concetto è confermato in un comunicato del
Presidente del Coordinamento dei Comitati Spontanei di Torino, pubblicato dallo
stesso giornale il 2 gennaio, il quale esterna la sua preoccupazione “perché in
virtù di un simile provvedimento i soggetti interessati possono circolare
liberamente e liberamente fare quello che prima facevano. Anzi di più perché da
oggi hanno una patente che legittima le loro
azioni”.
Questo provvedimento cade, come detto, proprio nel
momento in cui sono iniziati i sondaggi in Val di Susa per la Nuova Linea
Torino-Lione, con la conseguente opposizione dei No Tav, e a questo proposito Massimo Numa nella Stampa del 20
gennaio ricorda un ulteriore episodio di interventismo giurisdizionale in
merito alla vecchia vicenda TAV (2005), sbocciato, guarda caso, proprio nei
giorni della ripresa dei sondaggi necessari per l’opera. Seguiamo attentamente
quel che ricorda il giornalista:
“Il procuratore capo della Corte dei Conti del
Piemonte, Ermete Bogetti. vide scorrere un giorno in tv le immagini degli
scontri tra forze dell’ordine e manifestanti del 6 dicembre 2005 e, «indignato»
- così raccontò poi in un’intervista - decise che, una volta rientrato a
Torino, avrebbe aperto un’inchiesta, delegando l’allora sindaco di Venaus,
Beppe Joannas e un paio di finanzieri, a «svolgere le indagini». Il reato?
Sintetizzando, l’intervento della polizia avrebbe creato un danno all’immagine
del Paese. Cinque anni di interrogatori di poliziotti (agenti e funzionari),
raggiunti con pazienza uno dopo l’altro in tutta Italia, e adesso - nelle ore
del duplice blocco dell’autostrada, da parte di centinaia di irriducibili, cioè
gli autonomi e gli anarchici più i NoTav, decisi a impedire con la violenza i
sondaggi - Bogetti ha inviato un avviso di garanzia a un primo dirigente della
questura di Torino, oggi responsabile di un commissariato, un esperto
dell’ordine pubblico. Un funzionario stimato da tutti. Che preferisce, adesso,
tacere. Cfr. http://www.ecostampa.net
Attendiamo fiduciosi l’esito del giudizio contabile, ma fin d’ora prepariamo
una colletta per il valoroso collega, colpito da queste singolari iniziative,
rinnovate, guarda caso, proprio quando i riflettori mediatici erano puntati
nuovamente sulla TAV.
La
campagna elettorale per le prossime elezioni regionali è
già partita, e stiamo predisponendo gli adempimenti per
l’Ostensione della Sacra Sindone. Oltre a organizzare i pesanti
servizi di sicurezza per questi eventi, dovremo gestire le molteplici
“attività estemporanee” di tifosi, centri sociali e
anarchici, che a questo punto avranno meno freni e remore. Continueremo
la lotta per la legalità, rimboccandoci le maniche e
sapendo di poter contare, quanto meno, sul sostegno di gran parte dei
cittadini e delle istituzioni locali e sperando che in futuro si
aggiungano altri sostegni determinanti.
Paolo Padoin