RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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Matti e sicurezza;


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L’aggressione subita dal Presidente Berlusconi a Milano merita qualche riflessione anche da parte di chi ha responsabilità istituzionali a livello locale. Sotto questo profilo Torino costituisce un esempio da seguire perché in questa città, in questa provincia e in questa regione non ho mai rilevato, nelle dichiarazioni degli esponenti politici locali, una tendenza analoga a quella che si riscontra a livello nazionale. La recente visita del Presidente a Torino, in occasione dell’inaugurazione della linea dell’Alta velocità Torino-Milano, è stata caratterizzata dalla civiltà e dall’estrema correttezza degli interventi istituzionali e da una contestazione verbale dei soliti noti, tenuti a rispettosa distanza dal nostro eccellente servizio di sicurezza. Quanto avvenuto a Milano è stato stigmatizzato da tutte le forze politiche, con qualche sparuta, ma rilevante eccezione, evidenziata e condannata da quasi tutti i politici e mass media, che hanno isolato le posizioni estremiste. Qualche sfumatura stonata è presente anche in un’intervista pubblicata ieri sulla Stampa. Il Direttore del quotidiano piemontese, Mario Calabresi, ha ricordato questa situazione nel suo editoriale “Indignati a senso unico”, e nessuno più di lui è legittimato a sottolineare fenomeni di questo genere, se ripensiamo alla campagna infame di delegittimazione promossa a suo tempo da Lotta Continua contro il Commissario assassinato e al manifesto contro Luigi Calabresi sottoscritto da 800 “intellettuali”, pubblicato dall’Espresso, allora diretto da Eugenio Scalfari.

Non ho invece colto nessun accenno a un fatto che mi sembra molto importante. L’aggressore era in cura da dieci anni per problemi mentali, ed era stato seguito dai  servizi di psichiatria del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano fino al 2003, con i risultati che abbiamo constatato; non era la prima volta che un soggetto di questo tipo resta libero di attentare all’incolumità e alla sicurezza altrui, tanto che pochi giorni dopo analoga squilibrata ha spinto per terra il Papa all'interno della Basilica di S.Pietro. Al di lą di ogni commento sull'efficienza dei servizi di sicurezza, resta il fatto che ancora una volta dobbiamo riflettere sulla circostanza che molto spesso una legge (legge Basaglia) che ha introdotto principi elevati di carattere medico e sociale non ha trovato il supporto necessario delle organizzazioni deputate alla gestione del problema, che ricade poi sulle famiglie. E, al di là di questi casi eclatanti, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini normali, indifesi nei confronti di questi soggetti. Presteremo una buona volta maggiore attenzione all'incolumitą delle persone normali o il buonismo imperante ci condurrą sempre a privilegiare sbandati, squilibrati, e delinquenti?


Paolo Padoin





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