UNIVERSITÀ BILANCI E LEGALITÀ
Questo principio vale naturalmente non solo per lo stato e per gli enti territoriali (comuni, province e regioni) ma anche per quelle istituzioni che godono di ampia autonomia e sono parimenti tenute al rigore nella tenuta dei conti, ad esempio le università. Nel panorama nazionale esistono, come in tutti i settori, enti virtuosi e enti meno virtuosi, e la stampa nazionale e locale ne ha fornito recentemente numerosi esempi.

LETTERA
APERTA DI DUE PROFESSORI SUI CONTI IN ROSSO
DELL’UNIVERSITÀ DI FIRENZE: DA
“L’UNITÀ” E “IL
GIORNALE DELLA
TOSCANA” DEL 17.5.2007.
Ma se le due voci citate da Marinelli sono indubbiamente rilevanti, i professori sono perplessi: perché «la gran parte delle università non si trova in una situazione così grave, nonostante le cause richiamate siano comuni.»? In più, scrivono, nella relazione al rendiconto «sono forniti dati contraddittori» sul personale; nel mirino anche «politiche finanziarie non proprio ispirate a criteri di oculatezza». Risulta infatti, ad esempio, che nel 2005 è stato concesso all’azienda agricola Montepaldi (società di cui l’Università è socio unico) un versamento in conto capitale di 2 milioni, di cui 1,2 destinati alla trasformazione turistica delle strutture aziendali.
Dubbi pure sui rimedi indicati da Marinelli: se nel 2006 le previsioni per entrate da dismissioni immobiliari ammontavano a 45 milioni e l'incasso si è fermato a 589mila euro, come è possibile prevedere«di realizzare nel 2007» entrate per 88 milioni? E «quali prospettive vi sono di realizzare nel 2007» i 45 milioni della vendita alla Regione di Villa La Quiete, se l'accordo non prevede «né prezzo né data entro cui perfezionare la compravendita»? Mentre tagli di bilancio e blocco del turnover, concludono Brancasi e Marzuoli, non risolveranno il problema.
Anche i Verdi Toscani parlano di «forte preoccupazione per la gestione dell'ateneo, l'aumento delle tasse e la mancanza di reali garanzie sulla qualità dei servizi». «A quel che dicono gli studenti l’ateneo fiorentino sembra il più indebitato d’Italia, con un trend di crescita del deficit decisamente preoccupante, da 32 milioni di passivo del bilancio 2005 a 62 milioni del bilancio 2006, con l’aggravante di uno sforamento del limite di legge (20%) degli introiti che possono derivare dalle tasse applicate agli studenti».
Il Rettore ha subito replicato ai Verdi sostenendo che “Non è pensabile che esponenti di una forza politica si esprimano su argomenti pubblici sulla base del sentito dire, senza una necessaria quanto doverosa documentazione. Se l’avessero acquisita avrebbero individuato il giusto destinatario delle loro considerazioni: la politica governativa di questi ultimi anni.” (Il Giornale cit.).
Non
è dato invece sapere il contenuto della risposta del rettore
ai due colleghi, ma "La
Repubblica", cronaca di Firenze del 12 giugno 2007 riporta le
dichiarazioni dei
In un articolo apparso sul "Mondo" di
venerdì 29 giugno dal titolo "Le Università con il
buco", Fabio Sottocornola ribadisce l'esistenza di molti buchi nei
bilanci di alcuni atenei, citando in particolare Firenze, Genova
e Siena. Ricorda anche che il CUN, in un documento inviato al Ministro
il 12 giugno, ha ipotizzato la possibilità di "ricorrere a
consulenti di nomina ministeriale di provata professionalità a
mandato vincolato" per quegli atenei che utilizzano più del 90%
del Ffo per pagare gli stipendi, stabilendo così una sorta di
commissariamento per le Università sull'orlo del baratro
finanziario.

Per
chi volesse leggere l'intero articolo si riportano gli estremi del sito
dell'università di Pisa, accessibile a tutti, ove è stato
interamente riprodotto:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/
06/29SIA5170.PDF
A quando un chiarimento
trasparente sui conti disastrati dell'ateneo fiorentino e degli altri che versano in analoghe condizioni?
Il senso della misura
Per
una Nuova Università a Siena e
non solo
domenica
3
giugno 2007
Tra buchi e voragini di
bilancio, dovuti al
malaffare e all’inadeguatezza dei vertici, muore
l’Università italiana
nell’indifferenza dei docenti
Partiamo
dall’Università di Genova:
3000 dipendenti, 400 milioni di euro di budget, 40 mila studenti ed un
buco di
15 milioni di euro, dovuto ad appalti edilizi e consulenze
professionali assegnate
senza la necessaria copertura finanziaria. Il Consiglio di
Amministrazione
dell’ateneo genovese, all’unanimità, ha
incaricato il rettore di segnalare il
fatto alla Corte dei Conti «per gli eventuali provvedimenti
di competenza».
Confrontiamola
con
l’Università di Siena:
2350 dipendenti, 366 milioni di euro di
budget, meno della metà degli studenti di Genova ed una voragine
di 33 milioni di euro nel bilancio consuntivo 2005, dovuta in
gran parte a
provvedimenti adottati, senza la necessaria copertura finanziaria,
dalla
precedente amministrazione Tosi (rettore per 12 anni e presidente della
Crui
per 4). Attendiamo ancora una risposta della comunità
accademica senese.
Ma la attendiamo soprattutto dal sottosegretario al MiUR Modica
(già rettore
dell’ateneo pisano e già presidente della Crui)
che dichiarò
che avrebbe proposto “che le università con forti
dissesti, di vario genere,
possano essere commissariate».
Cfr.
link http://www.ilsensodellamisura.com
che si riferisce sempre alla stessa Università, mentre nel sito http://www.ateneopulito.it/pallone.htm e http://www.ateneopulito.it/citati.htm sono esposte alcune ulteriori riflessioni sul SUM e sull'Università "inutile".
Rinnovo, anche da contribuente, il mio
COMMENTO INORRIDITO
Paolo
Padoin (Prefetto di Padova)
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