SGOMBERI E CENTRI SOCIALI

Ho più volte sottolineato con soddisfazione le eccellenti operazioni realizzate a Torino dalle Forze dell'ordine per contrastare la criminalità e per sgomberare i diversi stabili occupati abusivamente dai centri sociali, con l'essenziale apporto della Procura della Repubblica di Torino. Recentemente siamo dovuti intervenire su più fronti: la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino Lione in Val di Susa e nella piana torinese ci ha impegnati per la tutela dei cantieri previsti per la realizzazione dei sondaggi utili per la redazione del progetto preliminare, ma non abbiamo nel frattempo dimenticato anche gli sgomberi di edifici occupati, che ci eravamo impegnati a fare in occasione di un Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, con la presenza del Sottosegretario Michelino Davico. Questa strategia l'avevamo esposta anche ai capigruppo del Consiglio comunale di Torino, che poi però non sono riusciti a predisporre un documento unitario a sostegno della nostra azione. Insieme ai miei bravissimi “ragazzi del Comitato” (Questore, Comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Guardia forestale) abbiamo stilato un programma d'interventi che consentisse da un lato di effettuare i sondaggi senza contrasti violenti, dall'altro di colpire a macchia di leopardo gli obiettivi (occupati) prefissati. L'azione differenziata che abbiamo messo in atto ha colto di sorpresa i protestatari, tanto che tutte le attività programmate sono state portate a compimento senza particolari incidenti.
Vediamo adesso quali sono i commenti tratti dal sito indymedia su questi episodi:
Torino - Sgomberata la Boccia Squat Il quartiere parella, in particolare nei pressi della Boccia Squat in via giacomo medici, è militarizzato per procedere con le operazioni di sgombero dello stabile. Questa mattina si sono presentati in assetto antisommossa le forze di repressione statale al 121 di via giacomo medici, per sgomberare con forza la "Boccia Squat" occupata da anni. I compagni si stanno muovendo via dalla scena dell'atroce delitto, tiriamo le conta della triste mattinata: un luogo liberato non esiste più, tre compagni sono stati denunciati per occupazione, le forniture sono state staccate (sia luce che acqua), ai compagni è stato permesso di caricare tutto il caricabile sotto la rigida sorveglianza di ingenti forze di repressione. Si lascia il quartiere parella. Cfr: http://piemonte.indymedia.org/article/7281
Sul
terzo sgombero del Velena Squat. Alle
10:30 di questa mattina, lunedi 25 gennaio, due supereroi della digos
si sono presentati in solitaria per sgomberare il Velena Squat,
rioccupato da 2 giorni per la terza volta in un anno. Un gruppo di
solidali nel frattempo ingombra l'ingresso della strada con uno
striscione che recita “GIU LE MANI DALLE CASE OCCUPATE”. La
resistenza sul tetto dura tre ore e il presidio di solidarietà
cresce di minuto in minuto, mantenendo la strada bloccata. I pompieri
giunti con l'autoscala decidono giustamente di andarsene via, senza
prestarsi a servigi infami. Anche questa volta siamo rientrati in una
casa completamente abbandonata e in rovina, condannata dal potere
alla decadenza. Ora dei muri che dovrebbero impedirci di entrare
rimangono solo macerie. Dai fogli consegnati all'uscita apprendiamo
di essere accusati di occupazione, danneggiamento e resistenza a
pubblico ufficiale. Questo ennesimo sgombero non scalfisce
minimamente la nostra volontà di appropriarci di uno spazio
abbandonato da autogestire. Come recita il muro di corso Chieri 19,
il VELENA VIVE E RITORNERÀ.
E' stato inoltre sgomberato per la terza volta un altro centro, denominato dagli squatters "L'Ostile".
http://piemonte.indymedia.org/article/7248
Torino 24 febbraio - L'Onda non si processa: dietro quello scudo c'eravamo tutt*! Il prossimo 24 febbraio si terrà a Torino la prima udienza del processo Rewind. Sono passati oramai 8 mesi dalla tre giorni di mobilitazione contro il G8 University Summit tenutasi a Torino il maggio scorso. Una tre giorni di assemblee, dibattiti, azioni, ed un corteo nazionale, quello del 19 maggio, che vide scendere in piazza 10mila studenti e precari provenienti da tutt'Italia. Il 6 luglio scorso, a un mese e mezzo dalla manifestazione del 19 maggio, come reazione alla rottura di piazza esercitata dall'Onda, è scattata l'operazione Rewind, spot promozionale voluto dal trio Magistratura-Governo-Questura (..). In un clima surreale (e ridicolo!) che evocava i fantasmi degli anni '70, sono state propinate 21 misure cautelari contro gli studenti dell'Onda: arresti a Torino, Padova, Bologna, Milano e Napoli. L'operazione è stata chiamata Rewind, tradotto: "riavvolgere", "tornare indietro". Ma indietro non si torna: ai santoni dell'inquisizione, nuovamente, dopo la straordinaria ondata di mobilitazioni contro gli arresti in tutte le città d'Italia di luglio, non possiamo che ribadire che hanno fallito ancora, non sono riusciti a intimidirci e ne ci riusciranno con il processo al via. Per noi quella del 19 maggio è stata e continuerà ad essere un'Onda Perfetta! Con questo spirito ci saremo anche il 24 febbraio, al fianco dei nostri compagni sotto processo, fuori al Palagiustizia di Torino, perché non ci avete fermato, ne ci riuscirete: l'Onda non si arresta. Cfr: http://piemonte.indymedia.org/article/7268
Questi commenti sono il miglior riconoscimento per la nostra azione.
Il Giornale
del Piemonte del 28 gennaio,
sotto il titolo “gli anarchici
incendiano Torino...”, riporta i commenti di alcuni
rappresentanti
politici locali che, sulla base di quanto pubblicato sul sito
indymedia, e non di avvenimenti reali, hanno chiesto a
gran voce interventi urgenti contro i centri sociali. Peccato che la
stessa mattina nella quale queste
assillanti richieste venivano avanzate, Prefetto e Forze dell'ordine,
che agiscono con buon senso, professionalità e senza strepiti,
avessero provveduto a liberare l'ennesimo edificio (Boccia Squat)
occupato dai centri sociali e che il mattino successivo abbiano
risgomberato (per la terza volta) anche l'Ostile. Nel corso della
giornata per la
verità gli stessi esponenti, acquisita la notizia, hanno
corretto il tiro. Il Giornale ha invece riferito correttamente
che questi sono giorni difficili per gli anarchici torinesi, colpiti
da sgomberi, sondaggi che non riescono ad evitare, processi che sono
alle porte per i fatti del g8 dell'Università. http://www.ecostampa.net/
La reazione del gruppo anarchico è sintetizzata dal comunicato pubblicato su indymedia: http://piemonte.indymedia.org/article/7314
che chiama alle armi per un corteo contro quella che viene definita
l'emergenza sgomberi. Successivamente una masnada di anarchici, guidati
da un bravo giovane già colpito da
misura di
prevenzione e generosamente graziato dalla Corte d'Appello, contro
il cui provvedimento la Procura Generale ha immediatamente proposto
ricorso in Cassazione, ha
assalito
l'ufficio elettorale della Presidente Bresso, rimediando, dicono gli
anarchici, anche qualche democratica legnata supermeritata. Tale azione
ribadisce concretamente la
correttezza dell'attività portata avanti da prefetto, forze
dell'ordine
e Procura della Repubblica, ma pone qualche interrogativo sulla citata
pronuncia della Corte d'Appello: forse anche quest'atto violento
è da
considerarsi libera espressione di pensiero costituzionalmente
garantita? Speriamo che la Corte di Cassazione faccia chiarezza.
Siamo arrivati
ormai al settimo sgombero di stabile occupato (due dei quali ripetuti
tre volte), alla faccia di chi ripete continuamente che le
Autorità non intervengono su questi fenomeni. Stiamo
invece mantenendo puntualmente quanto abbiamo promesso, anche se pochi
riconoscimenti ci vengono attribuiti. Speriamo che finalmente i
proprietari dell'Ostile riescano a mettere in sicurezza lo stabile o a
riutilizzarlo velocemente, evitando ulteriori nuove occupazioni. Noi continuiamo per la nostra strada, attenti,
ma non troppo, ai comprensibili dibattiti politici conseguenti alla
campagna elettorale, e proseguiremo quest'azione
finché
saranno messi a nostra disposizione uomini e mezzi sufficienti per
agire, come è avvenuto in in questo periodo. Lasciamo agli altri
polemiche vuote e
sterili e denunce provocatorie contro le istituzioni, presentate da
individui e comitati alla disperata ricerca
di visibilità.
Paolo
Padoin
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