I DIFENSORI DELL'UNIVERSITÀ

Nei vari siti che si occupano di questioni universitarie si è fatto un
gran parlare di un intervento - firmato Maurizio Boldrini e pubblicato sul
numero attualmente in edicola del magazine “Il Corriere dell’Università e del
Lavoro” - che ha chiamato in causa alcuni protagonisti della guerra alla
malauniversità.
Al Boldrini, ex responsabile della Comunicazione
della Crui e attuale docente (a contratto) di Comunicazione istituzionale e
pubblica all’Università di Siena, hanno già risposto esaurientemente i titolari
dei siti da lui definiti “in gran parte riempiti da denunce e proteste”. Per
ciascuno di questi il Boldrini ha una “buona parola” e una saggia critica e
infine invita i responsabili ufficiali dell’Università a reagire alle molte
accuse.
Alle accuse così replica in
particolare Francesca Patanè, Direttore del giornale on-line Ateneopalermitano: “Boldrini nel suo intervento si chiede chi difende
l’Università. Ebbene - e riprendo da lui qualche esempio - Lucia Lazzerini di “Ateneopulito” difende l’Università; un
prefetto coraggioso come Paolo Padoin difende l’Università (a proposito, come
mai Boldrini non ha stigmatizzato pure un altro sito del “piccolo campionario”,
quel “Rinnovare le Istituzioni” che coincidenza vuole sia gestito proprio dal
prefetto di Padova Padoin?); Giovanni Grasso, da Siena, con “il senso della misura” difende l’Università; Tommaso
Gastaldi col suo sito-Osservatorio
difende l’Università; Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Giovanni Floris coi
loro libri, e tanti altri illustri scrittori e studiosi dell’argomento
difendono l’Università; Quirino
Paris, italianissimo docente in America, difende l’Università; il mio giornale ed io difendiamo
l’Università. E da chi la difendiamo? Da tutti coloro che dall’interno la
stanno minando. Perché ci sarà pure un motivo se – come osserva Boldrini – le
Istituzioni universitarie “tacciono o replicano con voce flebile”. Non è
denunciando i denuncianti che si guariscono i mali dell’Accademia italiana.
Solo l’Università in quanto Istituzione è ancora difendibile, e spiace leggere
che c’è chi, non riconoscendo le giuste battaglie di legalità condotte, anche a
costo di sacrifici personali, a garanzia dell’Istituzione, piuttosto se ne
indigna, confondendo vittime e carnefici, nobiltà dell’Istituzione – da garantire
e difendere – e miserie di certi piccoli uomini che ve ne fanno parte, da
maltrattare (per usare la stessa terminologia del collega) e combattere.” (…)
Chi avesse interesse a leggere le repliche per intero può
cliccare le risposte di Francesca Patanè, www.ateneopalermitano.it/7207/art04.htm,
di Lucia Lazzerini, www.ateneopulito.it/provoc.htm
e di Giovanni Grasso http://www.ilsensodellamisura.com
.
Io, non essendo stato citato fra i “reprobi”, forse perché non conosciuto, forse perché non “dell’ambiente”, forse perché considerato un “potere forte” da non toccare, ovviamente non ho alcun motivo per replicare, e mi limito soltanto a riportare le reazioni dei siti coinvolti che, come rinnovareleistituzioni, continueranno la loro battaglia per la legalità.
Paolo Padoin
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