RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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LA MODERAZIONE E LA POLITICA


NPL


Informato dell´ultimo comizio leghista in cui il capo delle camicie verdi alludeva all´uso del fucile in politica (a complemento della minacciata, poi ritrattata rivolta fiscale), il Presidente della Repubblica ha chiesto ai politici di moderare il linguaggio, di rientrare nella correttezza del dibattito, pur ammettendo l´inevitabilità spesso di toni accesi in politica. L’accenno di Bossi all’uso del fucile, nel paese del terrorismo diffuso, con decine di morti e centinaia di arrestati appena perdonati e rimessi in libertà, non è stato molto apprezzato. Con una nota ufficiale del Quirinale il Presidente della Repubblica ha dato atto delle esigenze diciamo così d´immagine della politica, e dei suoi eccessi verbali, parlando appunto di «massimo rispetto per le esigenze della politica», ma ha censurato senza indulgenze parole che non potranno mai normalizzare il dibattito politico, quando si fa ricorso all´abbinamento tra fucile e politica. «Finora la Lega non ha mai tirato fuori il fucile, ma c´è sempre una prima volta.». Ecco di fronte a questi eccessi il Presidente Napolitano ha lanciato un forte invito alla moderazione, un richiamo, fanno osservare al Colle, «non nominativo», e dunque il Quirinale censura un comportamento più che una persona.
"Il Presidente della Repubblica - si legge nella nota - ha la massima considerazione per la libertà del confronto politico, anche nelle sue asprezze, e per il pieno esercizio del ruolo e dei diritti di qualsiasi forza di opposizione. Ma dinanzi a eccessi clamorosi nella polemica e nella propaganda, sente di dover esprimere un forte richiamo alla moderazione del linguaggio, e al rispetto dei valori nazionali e dei principi costituzionali".
Il Presidente ha voluto operare ancora una volta un richiamo formale alla correttezza, proprio quella che talvolta sembra difettare nella politica italiana, a tutti i livelli.

Alcuni esponenti leghisti in provincia di Padova, prendendo spunto dal duplice delitto avvenuto in provincia di Treviso, e anche dalle parole del loro leader massimo, hanno subito rilanciato l'idea di ronde padane, questa volta armate. Il Segretario provinciale della Lega è subito intervenuto specificando che le pattuglie di cittadini di buona volontà che vogliono collaborare con le Forze dell'ordine, segnalando movimenti sospetti, sono benvenute, se armate però di solo telefonino.


                           Paolo Padoin




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