BRUNI E PETRELLA

Ho più volte sottolineato la disdicevole tendenza
perdonista emergente ancora nel nostro paese, e purtroppo, nella scia della
posizione di molti esponenti dell'intellighentia francese, anche la première
Dame, Carla Bruni, in un'intervista a Libération, ha voluto esprimere il suo
punto di vista.
La
domanda al cronista di Libération riguarda un argomento fra i
più delicati: «Il diritto d' asilo deve essere rispettato
per i rifugiati. Ma i
terroristi sono dei rifugiati?». A rivolgerla al giornalista che
la intervista,
è la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy. Carla Bruni
si riferisce
alla condizione di Marina Petrella, 54 anni, ex terrorista delle
Brigate Rosse
condannata all' ergastolo per il processo Moroter, detenuta a Parigi, e
per la
quale nei giorni scorsi il premier François Fillon ha firmato l'
estradizione
in Italia. Secondo una perizia medica resa nota dalla figlia
Elisa, la Petrella soffre di
«depressione e tendenze suicide». La famiglia dell'ex
terrorista delle Brigate rosse ha reagito favorevolmente a una
frase
«umanitaria» di Carla Bruni, che ha dichiarato a
Libération: «Mi dicono che
questa donna sia malata. Dunque deve essere curata come ogni persona
umana e
per questo la prigione non è il luogo ideale». Che ogni
persona umana, detenuti
compresi, abbia diritto a essere curata è un'affermazione di
principio che
nessuno contesta. Non è però una critica
all'estradizione, decisa dalle
competenti autorità francesi su richiesta di quelle italiane
(gli avvocati
dell'interessata cercano di guadagnare tempo approfittando di tutte le
opportunità di ricordo a loro disposizione). Carla Bruni
è molto abile nel
cogliere in contropiede gli intervistatori di Libération e
dichiarare: «Il
diritto d'asilo dei rifugiati deve essere rispettato. Ma i terroristi
possono
essere considerati come rifugiati?». Questa argomentazione di
Carla Bruni ha
l'aria di un colpo duro per tutti coloro che speravano di poter
arruolare la
first-lady francese tra i difensori della causa dell'ex militante delle
Br,
Marina Petrella.
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