RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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MOLTIPLICAZIONE DI CATTEDRE


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    Le interessanti inchieste del Messaggero, a cura di Anna Maria Sersale, stanno scandagliando gli anfratti più nascosti e vergognosi del sistema universitario, e pongono in luce molti aspetti che gli addetti conoscono perfettamente, ma sono sconosciuti al grande pubblico.
    Anche per la moltiplicazione delle cattedre il caos, gli abusi e gli sperperi si sono moltiplicati senza che i governi e i Ministri succedutisi nel tempo abbiano potuto o voluto porre un freno.
    La notizia peraltro è emersa dall’esame effettuato recentemente dal Consiglio Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario (Cnvsu), dalla cui analisi, racconta la Sersale nel suo articolo del 18 novembre, risulta che gli insegnamenti attualmente sono 171.415 e sono cresciuti del 50% in due anni e del 300% in confronto al vecchio ordinamento.
    Si tratta per la gran parte di una pletora di materie minori che ha avuto, come conseguenza, anche il boom dei corsi di laurea, diventati 3.500 per il primo livello e 2.500 per il secondo.
    “Siamo di fronte all’invenzione di sempre nuove quanto insignificanti discipline – è la critica di Cosimo Loré, ordinario di Medicina legale all’Università di Siena - . Rettori e presidi non solo non arginano il fenomeno, ma l’incentivano”. Giovanni Grasso, ordinario di Anatomia umana nella stessa Università aggiunge “purtroppo l’esplosione di insegnamenti non mi meraviglia, e si accompagna a una proliferazione ingiustificata e spesso fantasiosa dei corsi di laurea. (…) Faccio l’esempio di quel che succede a Siena, dove c’è un corso di nuova istituzione in “Biotecnologie per la salute umana” in cui s’insegnano la fisiologia e la patologia della riproduzione umana, ma manca l’anatomia come insegnamento di base”. Per Giunio Luzzatto, presidente della Conferenza nazionale dei centri di ricerca sulla didattica universitaria, quest’esplosione è “figlia della mancanza assoluta di collegialità”.
    Sarà possibile invertire la rotta? Tutto dipenderà dai decreti sulla qualità e l’efficienza degli Atenei, che dovranno imprimere una stretta a questo malcostume. A questo proposito sempre la Sersale, sul Messaggero del 17 ottobre, anticipa il contenuto dei decreti, uno dei quali dovrebbe costringere gli atenei a riprogettare tutti i corsi di laurea di primo e secondo livello, con l’obiettivo dichiarato di una drastica riduzione dell’offerta.
    Chi volesse consultare per esteso gli articoli in questione li può trovare sul sito della rassegna stampa del MIUR dei giorni 17 e 18 ottobre 2007.

    Si tratta certo di buone intenzioni, che non potranno spazzare via tante materie inutili, ma l’essenziale è cominciare una buona volta a eliminare i nefasti risultati di un sistema clientelare.

  Paolo Padoin (Prefetto di Padova)



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