RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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NO TAV  E  TERRORISMO 



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Gli anarchici e i “bravi ragazzi dei centri sociali”, villeggianti nel campeggio della Val di Susa, hanno realizzato l’ennesimo attacco militare al cantiere dell’Alta velocità di Chiomonte, ferendo molti poliziotti e mandando all’ospedale il Dirigente della Digos di Torino, Petronzi, un eccellente funzionario che fin dall’inizio segue con professionalità e buon senso la questione. Nonostante la recente marcia pacifica del Movimento No Tav, è’ ora che finalmente tutte le forze politiche nazionali, e qualche esponente locale, smascherino l’ipocrisia della lotta no-tav, che ormai, con modalità violente, è limitata soprattutto a anarchici, centri sociali, estremisti di sinistra e cani sciolti. Costoro sono stati più volte colpiti da procedimenti giudiziari instaurati dalla Procura della Repubblica di Torino, ma talvolta graziati dalle sentenze molto comprensive di giudici d’appello e Cassazione.  Alcuni esponenti della sinistra estrema continuano a schierarsi con i “rivoltosi" e contro Forze dell’ordine e Magistratura, che hanno compiuto e compiono perfettamente il loro dovere. Significativo anche un intervento di Toni Negri (guarda chi si risente...) che esalta la lotta No tav, afferma che trattare è possibile ed evitare radicalizzazioni inopportune e pericolose è utile, e ricorda al Presidente Napolitano che Budapest e Praga sono lontane molti secoli, che chi vuole rinnovarne i fasti non è solo vecchio ma bacucco e che la democrazia vive oggi nei corpi dei giovaninegri

Il Prefetto di Torino ha affermato molto opportunamente e con forza che il cantiere è stato difeso e che i lavori andranno avanti. Nella stessa linea il Ministro dell’Interno, che in passato aveva segnalato la pericolosità della situazione, correggendo in parte il tiro dopo le proteste dei valligiani e di qualche esponente politico loro sodale. Ho vissuto direttamente l’inizio di questa operazione, quando  in occasione dei primi sondaggi vi furono scontri fra manifestanti e Forze dell’ordine e dichiarazioni di esponenti politici a favore dei no tav. E' dovere delle istituzioni difendere il principio che una decisione legittima dello Stato non può essere vanificata dall’azione di un manipolo di violenti. Su queste posizioni gli ultimi due prefetti, le Forze dell’ordine e la Procura di Torino sono stati sempre inflessibili.



Paolo Padoin




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