COLELLA E BASILICATA

Questo
sito, insieme ad altri, si è occupato più volte della vicenda della
Prof.ssa Albina Colella. Come ricorda Il
sensodellamisura, in un recente
articolo su “Il Mondo” (6 novembre 2009, di seguito riprodotto
integralmente) Fabio Sottocornola ha evidenziato che il documento che
ha dato inizio alla vicenda è un falso:
Fabio
Sottocornola.
Denunce e controdenunce tra professori sulla cattiva gestione di fondi
europei per la ricerca. In questi anni l’università della
Basilicata, otto facoltà e 9 mila studenti, è stata teatro di uno
degli scontri più aspri nel mondo accademico italiano. Tra i
protagonisti c’è Albina Colella, docente di
geologia, indagata e sospesa dalla cattedra nel 2004, rinviata a
giudizio nel 2006 con l’accusa di peculato e concussione per la
gestione di fondi europei. Anche se il suo dibattimento non è ancora
iniziato. Adesso emerge un fatto nuovo relativo agli inizi della
vicenda. A fare partire tutto era stato un esposto inviato alla
Procura della Repubblica di Potenza il 20 marzo 2002 e firmato da Francesco
Lelj Garolla, all’epoca rettore dell’ateneo. Alla base
della sua denuncia vi era una lettera scritta lo stesso giorno e
siglata da Antonio Tamburro, allora preside di
Scienze (la facoltà di Colella), eletto rettore nel 2006
e scomparso
all’età di 70 anni nel giugno scorso. Ed ecco
la novità: una perizia grafica ha stabilito che “il documento
depositato nella Procura è un falso, la firma in calce ad esso è
apocrifa». Invece che da Lelj Garolla, il testo “è stato
interamente stilato e sottoscritto dall’autore della prima lettera,
professor Tamburro». A sostenere ciò è Rosaria Calvauna,
perito grafico giudiziario e consulente tecnico del Tribunale di
Siena, alla quale la stessa Colella aveva affidato l’incarico di
esaminare i documenti originali. Cosa che la grafologa ha fatto nel
mese di agosto. Nel frattempo, dopo tre sentenze del Consiglio di
Stato, Colella è tornata in servizio. Ma fuori dall’università e a
seguito di altri esposti, Tamburro era finito indagato (con Lelj
Garolla e altri) dal pm John Woodcock per abuso
d’ufficio, rifiuto d’atti d’ufficio e truffa in danno della
geologa.”
Attendiamo i successivi sviluppi.
Paolo Padoin
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