RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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SINDACI PREFETTI E SICUREZZA




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I quotidiani e i periodici di ferragosto, di destra di centro e di sinistra, hanno dedicato numerosi articoli ai divieti imposti dai Sindaci sulla base del "Decreto Maroni", illustrando in breve i principali provvedimenti. I divieti? Molti colpiscono l'accattonaggio (Verona, Venezia, Firenze), la prostituzione di strada con maximulte ai clienti (Padova, Verona,), gli ambulanti abusivi e il trasporto di merce in borsoni (Venezia, Alassio, Roma, Cortina d'Ampezzo, Forte dei Marmi). Si colpiscono quei comportamenti che creano disagio e provocano le proteste degli abitanti. Divieti analoghi erano usciti dai cassetti dei Comuni ben prima del via libera dato dal Viminale. Capostipite, l'ordinanza antilavavetri di Firenze, del 27 agosto 2007.
Questo fenomeno è stato portato sulle prime pagine dei giornali a seguito del recente decreto, ma, da anziano prefetto, ricordo che già nel 1999 in Lombardia i Sindaci avevano cominciato a adottare ordinanze particolari (una per tutte l'approvazione dei cancelli padani di San Genesio, in provincia di Pavia) o iniziative locali (ronde padane, assicurazioni antifurto per i cittadini) per cercare di rispondere giustamente, con i mezzi a loro disposizione, alle richieste di sicurezza della popolazione. In quell'occasione la situazione si normalizzò con la rinnovata collaborazione fra prefetture, forze dell'ordine e sindaci. In merito ai provvedimenti prima citati e in generale alle recenti iniziative in tema di sicurezza, alcune forze politiche, il giornale inglese "The Independent" - come al solito poco informato delle questioni italiane - e Famiglia Cristiana (subito sconfessata dal Vaticano) hanno sparato a zero. Non entro ovviamente nel merito delle polemiche suscitate dagli attacchi del settimanale cattolico, ma mi preme sottolineare come l'editorialista Beppe Del Colle, nell'articolo dal titolo ECCO L'ITALIA FEDERALE: PIÙ SINDACI MENO PREFETTI, pubblicato dalla rivista paolina, abbia dimostrato di non conoscere a fondo né le vecchie e nuove norme né il funzionamento del sistema della sicurezza. Il c.d. "Decreto Maroni" ha potenziato e esteso un potere di ordinanza, finora più limitato, che i Sindaci avevano già, quali Ufficiali di Governo, ha responsabilizzato maggiormente i primi cittadini, ai quali la gente si rivolge in primo luogo per chiedere sicurezza, e ha confermato la collaborazione fra prefetti e sindaci nella gestione della sicurezza urbana. Il decreto in questione prevede, fra l'altro, che il Sindaco debba comunicare in via preventiva al prefetto l'ordinanza da adottare, sottolineando così il coinvolgimento di entrambe le istituzioni nel procedimento. Questo tipo di collaborazione ha già dato risultati eccellenti anche attraverso la realizzazione dei patti per la sicurezza, disposti dal passato Governo, ma questo "dettaglio" non è stato preso in considerazione da chi ha rivolto critiche dettate da disinformazione e preconcetto.

                                   Paolo Padoin

                          




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