RACCOMANDATI ITALIANI

Un'agenda rossa con i nomi dei raccomandati. Un "meccanismo preciso", con domande prestabilite, per agevolare i candidati e garantire loro almeno il 18. E poi il "vademecum della raccomandazione", il manuale del perfetto segnalatore. Uno scandalo che segue quello degli esami venduti, quello dei test d'ingresso truccati e quello dei concorsi pilotati e delle cattedre a conduzione familiare. Repubblica informa che :«È un sistema di segnalazioni - scrive il Gico della Guardia di Finanza - del quale risultava essere collettore e promotore il professore XXXXX: un sistema finalizzato a consentire il superamento di esami universitari a studenti per i quali pervenivano specifiche richieste da parte di importanti professionisti o di altri colleghi professori». I fatti fanno riferimento agli anni che vanno dal 2004 al 2006 e sono racchiusi in un migliaio di pagine depositate agli atti dell'indagine condotta dal sostituto procuratore del tribunale di Bari, Francesca Romana Pirrelli, sulla compravendita degli esami universitari nella facoltà di Economia. Un'inchiesta portata avanti dai Carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Bari che ha portato nei giorni scorsi all'invio di 35 avvisi di conclusione d'indagine a bidelli, professori e studenti. Cito sempre da Repubblica: «Per comprendere la portata di tale malcostume - scrive il Gico - basti pensare come per gestire tutte le raccomandazioni e segnalazioni che gli provenivano da tutti gli ambienti, XXX fosse costretto a ricorrere a veri e propri elenchi che per sua esplicita ammissione venivano definiti dei raccomandati». «Sai per caso chiedeva per esempio XXX a una sua segretaria, senza sapere di essere ascoltato « dove sta l'elenco dei raccomandati di domani?». «Sì, professore. Sono attaccati nell'agenda rossa di domani. Vai a domani e lo trovi». Insomma il prof. era un tipo preciso. Tanto da aver anche stilato, dice la Finanza, «il manuale del perfetto raccomandatore». Le linee guida sono date dallo stesso professore, in una telefonata con un amico. «Se mi fai avere un incontro con tua figlia, gli diceva, facciamo una pianificazione nel senso che la raccomandazione fatta all'ultimo momento è sempre relativa invece se lei mi dice gli esami che deve fare io la faccio parlare, la faccio conoscere, insomma hai capito».
Di
fronte a queste vicende appare chiaro come i codici etici approvati
dalle varie università (Bari fra le prime) sono aria fritta. Una
lista eloquente di parentopoli, esamopoli, plagi ecc.. si trova
sull'ultimo numero di ateneopalermitano. Chi volesse consultare
l’articolo completo di Repubblica può cliccare il link: bari-università.
Anche
questa vicenda conferma che la prassi
delle raccomandazioni è da sempre universale nel nostro Paese. Ma la
magistratura, che attualmente è scossa anche da polemiche e
lotte interne (vedi il caso Catanzaro - Salerno), colpirà
equamente ovunque e chiunque? Attendiamo fiduciosi (?) il seguito di
tutte le
vicende in corso.
Paolo Padoin
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