RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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DIALOGO INTERRELIGIOSO

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Nel corso del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea il Ministro dell’Interno, On. Pisanu, ha posto all’ordine del giorno delle riunioni dei venticinque Ministri europei il tema del dialogo interreligioso, inteso come fattore di coesione sociale nei paesi europei a forte immigrazione e come strumento per la costruzione della pace nell’area del Mediterraneo.
I Capi di Stato e di Governo dell’U. E. hanno così approvato l’iniziativa di creare la “Carta europea del dialogo interreligioso”, che può aiutare le nuove generazioni a privilegiare i valori della tolleranza, del pluralismo e della centralità della persona umana.
Tolleranza e conoscenza reciproca, infatti, sono condizioni necessarie ma non sufficienti. Occorre anche la disponibilità ad accettarsi reciprocamente e, ancor di più, a riconoscersi in un minimo comune denominatore di valori e norme condivise: la sacralità della vita umana, le regole fondamentali dello stato di diritto, le regole della democrazia.
Oltre all’Unione Europea, anche il Consiglio d’Europa, sotto la Presidenza Russa (7-9 settembre 2006- Forum del Volga) ha affrontato il tema nel corso di una Conferenza internazionale dedicata al dialogo culturale e alla cooperazione interreligiosa. Prendendo spunto dalle priorità stabilite nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo e nella Convenzione culturale europea, il Consiglio ha stabilito che il dialogo interculturale e, in senso più lato, la cooperazione siano le impostazioni generali per comprendere il patrimonio storico delle civiltà e promuovere una responsabilità condivisa per un futuro comune. Gli Stati europei si sono impegnati perciò a promuovere le condizioni che favoriscano il dialogo, perché coloro che dialogano imparano a conoscersi e a rispettarsi.
Il Ministero dell’Interno nel 2005 aveva chiesto quindi ai Prefetti d’interessare le autorità pubbliche operanti sul territorio per incoraggiare ed assecondare questo processo non breve, non semplice, non agevole, con l’obiettivo di promuovere a ogni livello la nascita di gruppi multietnici e multireligiosi per il dialogo.
Anche il Ministro Amato ha recentemente ribadito tale necessità, e ha fatto approvare una “Carta dei valori”, basata sul riconoscimento della libertà di coscienza, della libertà di scegliere la religione anche da parte dei figli, l’eguaglianza di genere, la conduzione paritaria della famiglia.
Sulla base di questi presupposti in alcune province è stato costituito, presso la prefettura, un gruppo di lavoro - con la partecipazione dei rappresentanti della Provincia, del Comune, dell’Università e delle varie comunità presenti nelle realtà territoriali. A Padova tale gruppo, presieduto dal Prefetto, ha predisposto una pubblicazione sul dialogo interreligioso e interculturale, destinata a facilitare la conoscenza delle diverse culture e religioni, il dialogo e la comprensione reciproca. Tutte le componenti che hanno partecipato al gruppo hanno dimostrato, dopo una certa diffidenza iniziale dovuta essenzialmente alla novità e all’originalità dell’iniziativa, molta disponibilità alla collaborazione, nella consapevolezza di poter offrire un contributo fondamentale per lo sviluppo della nostra società.
L’opuscolo è stato diffuso nel mondo della scuola, il cui ruolo è decisivo per predisporre le giovani generazioni a favorire i processi d’inserimento degli immigrati nella società d’accoglienza. Attraverso la scuola in particolare si deve migliorare la conoscenza reciproca, il dialogo, l’integrazione, l’informazione sulle diverse culture e religioni.
Per questo è stato realizzato un primo strumento semplice nel quale sono riportate le varie dichiarazioni internazionali, europee e nazionali, volte alla tutela dei diritti umani, primo fondamento della reciproca conoscenza e del reciproco riconoscimento. Ciascuna comunità ha poi predisposto una scheda conoscitiva, nella quale sono illustrati brevemente i principi fondamentali a cui essa fa riferimento. Sono comprese le schede redatte da Buddismo, Chiesa cristiana avventista del 7° giorno, Chiesa cattolica, Chiesa cristiana evangelica, Chiesa metodista, Chiesa ortodossa, Ebraismo, fede Bahà’í, Islam. Conclude l’opera la raccolta delle fonti normative dedicate alla tutela dei diritti umani, curata dal Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova, che è da sempre impegnato su questi temi fondamentali.
La distribuzione e l’illustrazione del contenuto dell’opuscolo nelle scuole, con la collaborazione degli enti locali e delle Autorità scolastiche, sarà il primo passo per diffondere sempre più i principi di comprensione e conoscenza reciproca e per migliorare la nostra società, destinata ad essere sempre più multietnica e multireligiosa. L’impegno e la collaborazione concorde di tutte le Autorità, delle Associazioni, dei rappresentanti delle diverse comunità della città e della provincia costituiscono la migliore garanzia dei concreti e fruttuosi risultati dell’iniziativa, unica nel suo genere non soltanto a livello nazionale, ma a livello europeo.
Da segnalare la grande collaborazione tra la Prefettura, il Centro di Studi e di Formazione sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova, l’Amministrazione Provinciale e al Comune di Padova che hanno reso possibile la pubblicazione, finanziando l’iniziativa.
Anche in un recente convegno, svoltosi a Monselice (PD) con la partecipazione dei rappresentanti di dieci confessioni religiose, è stata ribadita l’importanza di promuovere tale dialogo ed è stata positivamente commentata l’approvazione della carta dei valori.
La Carta dei valori della cittadinanza e dell´integrazione nata, come ricordato, da un percorso avviato dal Ministro dell´Interno, Giuliano Amato nella seconda metà del 2006, nel quadro delle iniziative volte all´integrazione e alla coesione sociale, ha l´obiettivo di enucleare i valori e i principi validi per tutti coloro che desiderano risiedere stabilmente in Italia, di qualsiasi gruppo o comunità facciano parte, di natura culturale, etnica o religiosa.
La Carta è ancorata strettamente alla Costituzione italiana e alle Carte europee e internazionali sui diritti umani, ha un carattere essenzialmente programmatico per l´azione del Ministero dell´Interno e intende rappresentare uno strumento utile per i soggetti dell´immigrazione, per le comunità religiose, per i cittadini italiani, soprattutto i giovani, per diffondere una migliore conoscenza dei problemi dell´immigrazione e della libertà religiosa.


                  Paolo Padoin (Prefetto di Padova)


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