RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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FIRENZE HA REAGITO



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Nel giorno dell’assassinio di Samb Modou e Diop Mor e il ferimento di altri tre cittadini senegalesi tutti ci siamo impegnati per assicurare il vile assassino alla giustizia: le Forze dell’ordine lo hanno inseguito e individuato al mercato di San Lorenzo dove il killer, vistosi circondato, si è sparato un colpo in bocca ponendo fine alla sua esistenza. Quanto avvenuto a Firenze è stato condannato da tutte le componenti responsabili della società civile e da tutte le istituzioni. La partecipazione commossa del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il suo omaggio alle vittime e al popolo senegalese, le manifestazioni di cordoglio e di solidarietà che hanno coinvolto tutte le istituzioni e la cittadinanza fiorentina sono stati segnali espliciti molto apprezzati anche dalle autorità senegalesi, che hanno dato prova di esemplare civiltà e moderazione. Il Sindaco, Matteo Renzi  ha subito proclamato il lutto cittadino e ha dichiarato che si trattava di  un atto lontano dalla vita della nostra città che ha un rapporto storico con la comunità senegalese, tanto che il suo leader Pape Diaw è stato consigliere comunale. A Palazzo Vecchio è stata organizzata una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, alla quale hanno partecipato, oltre alle massime istituzioni locali,  il Ministro all’integrazione Andrea Riccardi, il rappresentante della comunità dei senegalesi Pape Diaw, il Console onorario del Senegal a Firenze Eraldo Stefani, l’Imam Izzedine Elzir, il Vescovo Giuseppe Betori, il Rabbino Josef Levi.

La successiva manifestazione organizzata dalla comunità senegalese in memoria delle vittime e contro il razzismo ha visto la partecipazione straordinaria e commossa di quasi 20.000 persone, di cittadini senegalesi venuti da tutta Italia, delle Autorità diplomatiche senegalesi, del Sindaco di Firenze, dei Presidenti della Provincia e della Regione, di tanti comuni, associazioni, collettività locali, di molti leaders politici locali e nazionali, semplici cittadini, che hanno voluto in questo modo testimoniare la loro vicinanza alle famiglie delle vittime e dei feriti e ribadire il loro fermo no a ogni tentazione razzista. In tale occasione l’efficiente organizzazione dei promotori, la discreta sorveglianza delle Forze dell’Ordine, il cui comportamento e senso di responsabilità è stato esemplare fin dall’inizio, hanno evitato incidenti e provocazioni.

Firenze, una grande capitale civile dell’Italia, da sempre in prima linea nell`integrazione e nell’accoglienza, colpita e offesa dal gravissimo gesto omicida, non ha mancato, in questo drammatico frangente, di esprimere a voce alta la sua indignazione e la sua condanna. Questa realtà non può essere scalfita da un successivo spiacevole episodio verificatosi nel centro della città, subito sedato dall’intervento di una coraggiosa libraia e delle Forze dell’ordine. Come ha ricordato anche il Ministro Riccardi, la nostra Costituzione all`articolo 3, proprio nei suoi principi fondamentali, respinge ogni discriminazione «di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.»  È a tali principi che tutti ci siamo riferiti anche in questo momento delicato e che continueremo e riferirci anche in futuro per orientare la nostra azione di funzionari e di cittadini.


 
                                                    Paolo Padoin
                          




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