NEOLAUREATI ALL'ESTERO

Due articoli apparsi
contemporaneamente l’11 febbraio 2008 su “La Stampa” di Torino e su “QN” hanno
evidenziato i risultati del Rapporto annuale 2007 del CENSIS, nel quale si pone
l’accento sulla preferenza, da parte di molti giovani, per un percorso di
studio e di lavoro al di fuori dei confini nazionali.
“L’attuale situazione d’incertezza e
di confusione che attraversa il Paese – spiega Giuseppe Roma, Direttore del
CENSIS – sta provocando una fatale attrazione verso l’estero. (…) La
dequalificazione delle Università italiane produce nei giovani più
intraprendenti una forte spinta a studiare all’estero. (…) L’offerta formativa
universitaria in Italia si è moltiplicata di numero, ma le buone facoltà si
contano sulle dita di una mano”.
I numeri elencati nel rapporto sono
precisi, anche se non stratosferici, e a mio avviso dimostrano che questa
tendenza si può facilmente invertire privilegiando gli Atenei virtuosi. Nel
2006 infatti soltanto 38.690 studenti erano iscritti in facoltà universitarie
straniere, in prevalenza tedesche, austriache, inglesi e francesi.
Altro fenomeno emergente è costituito dall’emigrazione dei neolaureati perché all’estero si percepisce uno stipendio più alto. Nel 2006 sono stati più di 11.700 i laureati che, a un anno dal conseguimento del diploma, hanno trovato lavoro all’estero.
Chi volesse saperne di più può consultare gli
articoli indicati, riportati puntualmente sulla rassegna stampa del sistema
universitario pisano:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/
Speriamo che Ministero e Università intervengano alla
svelta per frenare questa tendenza, che rischia, a lungo andare, di privarci
delle migliori energie intellettuali.
Si prega d'inviare contributi e osservazioni a questo indirizzo di posta elettronica: papaopad@yahoo.it.
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