EX TERRORISTA SINCERO

Paolo Foschini sul Corriere della
Sera riprende la confessione su Facebook dell’ex terrorista Enrico Galmozzi, fondatore
di Prima Linea.”Nella mia vita solo danni.Tra pochi giorni compio 60 anni. Il
bilancio si fa in fretta: non ho combinato un c…... A parte i danni". Foschini
ricorda, tra questi danni, la partecipazione agli omicidi del militante missino
Enrico Pedenovi nel 76 e del brigadiere Giuseppe Ciotta nel 77, per i quali
sarebbe poi stato condannato a soli 27 anni anziché all’ergastolo in quanto non
irriducibile. Enrico Galmozzi, oggi grossista di scatole per gioielli a Milano
nonché scrittore di libri sull’impresa fiumana di D’Annunzio, negli anni di
Piombo è stato fondatore di Prima Linea con Sergio Segio, Sergio D’Elia
divenuto poi parlamentare, e Roberto Sandalo. Il suo bilancio («esistenziale —
ha precisato poi al telefono — non politico») lo ha messo su Facebook e il
risultato è una rasoiata più profonda di un trattato sociologico. «Ho vissuto —
scrive il quasi sessantenne Galmozzi — come nel primo tempo di un cattivo film
d’azione: spari, bombe, inseguimenti senza uno stralcio di sceneggiatura.
Speravo che il secondo tempo e magari un bel finale riscattassero il tutto e
invece è seguito un film minimalista di quelli in cui non succede nulla. E il
tutto non è neppure originale: incarno perfettamente il tipo medio di quella
parte della mia generazione che ha assommato la rovina pubblica a quella
privata. Studi interrotti, carriere professionali troncate o mai iniziate,
progetti mai portati a termine, edificazione di profili incerti di soggetti
senza arte né parte ai quali i più sagaci di noi hanno pure trovato un nome
accattivante: cognitariato. Praticamente chiunque non sappia fare un c…..
rientra nella categoria del cognitaro. (…) Siamo passati attraverso immani
disastri convinti di avere sempre ragione, avendo avuto invece sempre torto.
Ma, tanto, da quegli inarrivabili affabulatori che siamo sempre stati
riusciremo a trovare qualcosa di eroico anche in questo. Abbiamo passato la
vita a parlare di cose di cui non sapevamo un c…... Da domani non chiedetemi
più pareri su cose per le quali nutro ormai solo indifferenza. Sarà il mio piccolo
contributo recato nella direzione di ciò che tutti noi dovremmo veramente fare:
dileguarci».
Queste parole dovrebbero far
riflettere chi ancora si ispira a quegli “anni eroici”, i sostenitori di Cesare
Battisti, i tanti ex terroristi, ma non ex assassini, inseriti nel mondo della
politica, dei media e della cultura, i giovani che manifestano gridando 10,
100, 1000 Nassirya, o scrivono prefetto o sindaco boia sui muri.
Paolo Padoin
Paolo Padoin
Si prega d'inviare contributi e osservazioni a questo indirizzo di posta elettronica: papaopad@yahoo.it.
* = Novità