RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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TOLLERANZA ZERO


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Da due giornali padovani riprendiamo le dichiarazioni del Ministro Amato sulla sicurezza, in occasione del tradizionale “punto della situazione” di ferragosto.

«Ci proponiamo - ha spiegato - una lotta contro l’illegalità a 360 gradi, adottando la dottrina Giuliani: combattere la piccola illegalità è propedeutico alla lotta a quella grande». E l’attenzione va rivolta alle città, spesso vere e proprie giungle senza legge.

Occorre, ha sottolineato, «creare nelle città un senso dell’ordine fatto di regole che vengono fatte rispettare. E qui la collaborazione con i Comuni, con i vari Patti per la sicurezza, comincia a dare i suoi frutti». Il ministro ha anche ricordato che il 30% circa degli italiani ha una percezione di scarsa sicurezza che è dovuta «non tanto ad una visibilità vicina del criminale, ma al clima di disordine che regna nelle nostre città, alla percezione dell’illegalità diffusa. Un disordine - ha aggiunto - in cui gli abusivi trovano terreno ideale per svolgere le loro attività ai danni del cittadino onesto».

La tolleranza zero, secondo una recente analisi di due ricercatori dell’Istituto universitario europeo di Firenze  e della harvard University, Luigi Guiso e Aleh Tsyvinski (Il Sole 24 ore del 19 agosto), può essere realizzata attraverso diverse soluzioni pratiche: la prima è quella di accrescere il costo delle trasgressioni; la seconda è quella di aumentare l’impegno di vigili e forze dell’ordine nel comminare multe per ogni violazione, anche minima, delle norme e per combattere i piccoli crimini, la terza è quella di migliorare ancora di più il rapporto tra cittadini e forze dell’ordine, in modo che alla denunce dei cittadini corrispondano interventi efficaci.

Di fronte all’eccezionalità di tali scoperte, per le quali occorreva sicuramente aver l’apporto di ricercatori così qualificati, visto che noi poveri operatori pratici non ci avremmo mai pensato, rispondo che le ultime due sono già state attuate con l’istituzione del poliziotto di quartiere, metre la prima, che a mio avviso è essenziale, è legata ad interventi legislativi da molto tempo richiesti, ma mai attuati in nessuna delle recenti legislature e da nessuno dei recenti governi.

Quanto al fronte interno, Amato ha citato lo sgombero del centro sociale Gramigna a Padova. Sull’immigrazione, si è augurato che «la Libia possa stringere al più presto accordi per consentire pattugliamenti vicino alle sue coste contro la partenza di immigrati clandestini».

Il ministro ha quindi esaltato il lavoro delle forze dell’ordine, bacchettando nel contempo la politica. «Io - ha spiegato - non mi prendo meriti per questi risultati. Il lavoro delle forze dell’ordine non è mio e non è delle dichiarazioni dei politici che tendono a costruire un mondo immaginario, una realtà che non c’è». Ed ha definito «stupida» la politica che «mortifica le forze dell’ordine».

Queste ultime considerazioni del Ministro mi riempiono di gioia, in primo luogo perché rende giustizia all’azione delle nostre Forze dell’ordine e in secondo luogo perché richiama alla realtà quelle Forze politiche che talvolta, come sostiene Amato, mortificano le Forze dell'ordine.


                           Paolo Padoin




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