BATTISTI ESTRADATO?

BRASILIA - La decisione finale
sull'estradizione di Cesare Battisti spetta al presidente brasiliano. Lo hanno
stabilito - con un verdetto di 5 contro 4 - i giudici del Tribunale federale
supremo, che in precedenza avevano determinato l'estradabilità dell'ex
terrorista poiché i crimini da lui commessi sono "reati comuni, non
politici". Battisti è condannato in contumacia all'ergastolo, in Italia,
per quattro diversi omicidi. I giudici hanno stabilito che i reati per cui è
stato condannato non sono di natura politica. Per questo lo status di rifugiato
politico, concessogli a gennaio dal ministro brasiliano della Giustizia Tarso
Genro, non è da considerarsi legittimo, e sarà possibile procedere con
l'estradizione. Per il via libera all'estradizone (5 voti a 4), determinante è
stato il parere del presidente del Tribunale, Gilmar Mendes. "Ho votato a
favore dell'estradizione. Nessuno può attribuire a questi crimini di sangue,
commessi in forma premeditata, il medesimo carattere di un reato
politico", ha detto a margine della sessione. A Roma, la notizia della
sentenza è stata accolta con un lungo applauso nell'aula di Montecitorio. «Il
mio pensiero va ai familiari delle vittime di Battisti, che hanno finalmente
visto riconosciuto il loro fondato diritto ad avere giustizia», ha commentato
il ministro degli Esteri, Franco Frattini. «È una decisione importante. Ci
auguriamo, ha rilevato il ministro, che questa decisione sia vincolante» per le
altre autorità e «sia eseguita subito». Da Roma, contattato telefonicamente, il
ministro della Giustizia Angelino Alfano, ha sottolineato che i giudici
brasiliani «hanno emesso il decreto di estradizione», aggiungendo subito dopo
che all’esame dell’Alta Corte c’è ora la decisione se la firma
dell’estradizione da parte del presidente Lula sia un atto «dovuto o
discrezionale». Per Alfano, il risultato oggi in Brasile rappresenta infine
«l’affermazione di un principio importante, e cioè che Battisti è un assassino
e non un detenuto politico».
Battisti è stato condannato in Italia come
responsabile di quattro omicidi: quello del maresciallo della polizia
penitenziaria Antonio Santoro, quello del macellaio di Mestre Lino Sabbadin,
quello del gioielliere milanese Pierluigi Torregiani, e infine, sempre a
Milano, quello di Andrea Campagna, agente della Digos. Battisti, in sciopero
della fame da sabato scorso, aveva ricevuto oggi la visita di alcuni
parlamentari brasiliani, che hanno riferito alla stampa locale di averlo
trovato "magro, pallido, ansioso e debilitato, ma disposto a portare avanti
la protesta fino alle estreme conseguenze". "Ha anche sospeso i
trattamenti medici", hanno aggiunto i parlamentari.
Lula
dovrà decidere tra due posizioni: ribadire il via libera all’estradizione, come
chiesto anche qualche giorno fa dal premier Silvio Berlusconi, seguendo quella
che è di fatto una posizione bipartisan in Italia. O respingere il verdetto,
sconfessando così quanto deciso dal suo ministro della giustizia, Tarso Genro,
che a gennaio ha concesso il controverso asilo politico all’ex terrorista
italiano,54 anni, il quale ha seguito l’udienza dal carcere. Le notizie
provenienti da Brasilia hanno subito innescato una lunga serie di reazioni
positive in Italia, non solo dal fronte politico. «Per esultare aspetto di
vedere la decisione per iscritto. Ancora un paio d’ore», ha commentato Alberto
Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dai Pac. Battisti avrebbe
anche sospeso i trattamenti medici e il fratello dell'ex terrorista ha espresso
il timore di un possibile suicidio. Pensando a chi è stato ucciso dal
terrorista assassino, ancora adesso protetto della gauche caviar francese e
della sinistra radical-chic italiana, speriamo che il Presidente Lula rispetti
la decisione del tribunale e che Battisti sia restituito alla giustizia
italiana. Abbiamo già subito casi vergognosi di terroristi assassini mantenuti
e coccolati in Francia per veri o presunti motivi umanitari o di salute (ultima
caso la Petrella, protetta dalla premiére dame Carla Bruni); non vorremmo che
l’elenco si allungasse con una scandalosa decisione su Battisti, che deve
espiare la pena a suo tempo irrogata anche perché ha continuato ad avere un
comportamento arrogante e non si è mai pentito dei delitti commessi.
Paolo Padoin
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