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BATTISTI E LULA

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Il caso Battisti, il terrorista assassino scrittore, protetto dalla gauche-caviar francese, poi rifugiatosi in Brasile dove è in attesa di giudizio sull'estradizione richiesta dall'Italia, sembra congelato in attesa della definitiva decisione del Presidente Lula, dopo l'esaurimento di tutta la trafila giudiziaria brasiliana.

In un'intervista apparsa sul Venerdì di Repubblica del 19 febbraio scorso, Mino Carta, genovese, fondatore e direttore del settimanale brasiliano Carta Capital, intervistato da Alberto Riva, parla anche di questo. L'articolo s'intitola, significativamente “Vi spiego perché, tra Lula e Battisti, qui dell'Italia non capiscono niente”. Ecco una sintesi eloquente del pensiero di Carta a questo proposito:“Certo, la storia di Battisti è gravissima, denuncia un basso quoziente d'intelligenza associato a un'ignoranza colossale della storia italiana. Che un ministro della giustizia (Tarso Genro) decida di opinare sul meccanismo giudiziario di un altro Paese, a me risulta strabiliante. Professori dell'Università di San Paolo affermano che l'Italia degli anni Settanta era governata da una ferocissima destra, figuriamoci. Ma se il Partito comunista era fortissimo ed Enrico Berlinguer era contro il terrorismo.... Lo sanno tutti. Non sanno distinguere fra una dittatura, come accadde qui, e un'armata Brancaleone come erano quei gruppuscoli tipo i PAC di Battisti. Anche in seno al Governo Lula c'è chi è assolutamente contrario a concedere il “rifugio”, come il ministro degli Esteri Celso Amorim, perché è una fesseria totale.

Carta espone sinceramente una situazione diffusa in gran parte dei Paesi esteri, nei quali la conoscenza della situazione italiana è falsata dall'egemonia delle notizie propalate ad arte da alcuni giornali e dalla cricca internazionale degli intellettuali della sinistra radical-chic, quegli stessi che ancora difendono Battisti.

La Stampa di Torino dell'8 marzo anticipa, citando fonti brasiliane, che Lula non restituirà Battisti alle Autorità italiane, accordandogli protezione in Brasile. (leggi La Stampa.) Attendiamo, con poche speranze di essere smentiti, la notizia ufficiale, anche se le premesse, confermate da Carta e da La Stampa, non ci sembrano del tutto favorevoli a una decisione serena e non condizionata dalla lobby citata di ex terroristi assassini, lotta Continua, intellettuali della sinistra radical-chic e della gauche-caviar, purtroppo sempre influenti a livello nazionale e internazionale.

Paolo Padoin

 

 


                          




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