RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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RONDE E RONDINELLE PADOVANE




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I provvedimenti recenti del Governo in merito al riconoscimento di associazioni di volontari della sicurezza che collaborino con le Forze dell'ordine in questo delicato tema ha scatenato polemiche a livello nazionale e locale. Come al solito Padova e il veneto sono state in prima fila, ma già lo erano da tempo con le molteplici attività di comitati “spontanei” di cittadini, passeggiate di politici locali in cerca di facile pubblicità. Più volte, quando ero prefetto di quella città, ho dovuto ricordare i limiti dell'azione che i cittadini possono e debbono meritoriamente realizzare collaborando con le Forze dell'ordine. In questi giorni si sono moltiplicati episodi particolari, raccontati ad esempio dal Mattino di Padova:

Tre ronde nello spazio di poche centinaia di metri. Anzi: una ronda, un presidio e un'antironda. Tutte e tre a difesa del cittadino. A poche ore dall'approvazione del decreto Maroni sulla sicurezza, mentre tutta Italia ribolle di iniziative, Padova ieri è riuscita a declinare in ogni possibile salsa la vecchia idea leghista ormai diventata legge. In via Confalonieri appuntamento con il comitato Pescarotto, da sempre il più attivo nel presidio del territorio, legato ad ambienti di destra. Poco più in là, stessa ora, presidio «per riappropriarci del quartiere» con vin brulè a cura del comitato Stanga capitanato dal socialdemocratico Paolo Manfrin. In via Manara è scesa invece in campo Rifondazione comunista, con le "Rondinelle rosse", a ribadire che la difesa dalla criminalità spetta allo Stato, e che le ronde sono "carnevalate", oltre che razziste. Per farlo capire meglio, le giovani rondinelle si sono messe in maschera. Lo schieramento del comitato Pescarotto ha iniziato a percorrere via Tonzig verso le 21.15, con pettorine gialle, trombe da stadio e torce elettriche. Dall’altra parte della strada però sono arrivate le Rondinelle rosse, con fischietti e cappelli da Carnevale. I due gruppi sono venuti a contatto dopo una decina di metri e sono volati insulti e spintoni. Dopo le prime tensioni gli agenti della Digos sono riusciti a dividere i manifestanti, invitando tutti alla calma. Presidio fisso invece del comitato Stanga 6: «No alle ronde, si alla strada animata».Tra ronde e contro-ronde, degli spacciatori nemmeno l’ombra. Il Carnevale, per loro, è una perdita di tempo".

Nei giorni successivi si sono verificati altri "incontri particolari" tra no-global e leghisti in ronda, con la necessità d'intervento delle Forze dell'ordine.

Ho sostenuto da sempre che la collaborazione dei cittadini è utile e auspicabile se fatta in forme apartitiche (a Torino un unico Comitato collabora in particolare con la magistratura), senza inutili “ronde” che, come a Padova, hanno l'effetto di distogliere le Forze dell'ordine da attività di sorveglianza programmate. Il problema è invece quello di garantire l'effettività della pena. Sempre dal Mattino di Padova: «Tra qualche giorno esco?». Questa la domanda che Zyad Apipa, 25 anni, tunisino, clandestino, la scorsa notte ha rivolto candidamente agli agenti della squadra Mobile che lo stavano ammanettando. Apipa è stato arrestato per spaccio di stupefacenti insieme a Slim Dnedli, anch’egli tunisino clandestino, di 24 anni. I due sono stati fermati in via Maroncelli con 18 grammi di eroina. Da settimane erano diventati un punto di riferimento per i tossicodipendenti che arrivano alla Stanga anche da fuori provincia. Da settimane gli agenti della squadra Mobile del vice questore aggiunto Marco Calì li stavano tenendo d’occhio. Un lavoro duro quello degli agenti, ma che ha prodotto risultati. Tre arresti, appunto, in nove giorni. Un lavoro vanificato però dall’incertezza della pena. Apipa, infatti, è stato già scarcerato due volte, la seconda dopo una condanna in primo grado di un anno e quattro mesi. Il legislatore deve prendere in mano il codice per renderlo più rispondente alle esigenze dei cittadini. A chiederlo non sono solo gli avvocati, ma anche i sindacati di polizia. Entrambe le parti, pur partendo da posizioni diverse, arrivano alla stessa conclusione: il sistema così com’è non dà la certezza della pena."

Per quanto concerne la dibattuta questione dell'applicazione dei provvedimenti governativi dobbiamo aspettare i regolamenti attuativi e poi potremmo capire meglio come indirizzarci, anche perché gli enti locali avranno una fondamentale voce in capitolo per scegliere se e come organizzare questi”servizi”. Le norme infatti prevedono che prima entri in vigore la legge di conversione del decreto in questione e successivamente, entro 60 giorni, il ministro dell´Interno emani un decreto. Anche l'On. Ascierto, ex carabiniere e deputato, ha affermato correttamente basta ronde, ribattezziamole per quello che sono: partecipazione attiva e organizzata dei cittadini con le istituzioni. La spontaneità è un aspetto pericoloso - conferma - Potrebbe scendere in campo un gruppo di spacciatori che fingono una ronda.”

Queste sagge parole sono la sintesi obiettiva della situazione attuale e potrebbero porre un freno alla frenesia di volontari politicizzati, esaltati anche dalla stampa (foto di ronde e titoloni sui giornali) che ha enfatizzato una questione che dovrebbe invece essere trattata con misura e buon senso.


                                                      Paolo Padoin
                          




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