Battello di migranti
Le recenti vicende degli sbarchi a Lampedusa hanno messo alla
prova il nostro sistema di accoglienza e di sicurezza. Un numero così rilevante
(oltre 22.000) di ingressi in poco tempo è stato gestito superando anche le
immancabili polemiche politiche di cui il nostro Paese sembra proprio non possa
fare a meno. Racconto volentieri la nostra esperienza toscana.
Il Ministero
dell’interno e il Commissario straordinario, Prefetto di Palermo, hanno accolto
la proposta del Presidente della Regione Toscana che si è offerto di farsi carico della
sistemazione di oltre 500 profughi, ammassati nell’isola di Lampedusa. Nelle
diverse Regioni sono stati attuati differenti metodi, in alcune sono stati
organizzati campi di accoglienza, dove sono state concentrate migliaia di
persone; la Toscana
ha offerto la sua disponibilità a ospitare un buon numero (507) di persone
attraverso un sistema di accoglienza diffusa, coinvolgendo le istituzioni
locali e il volontariato. Una volta ottenuto il consenso del Ministero
dell’Interno, e in virtù di un accordo firmato da me, quale prefetto del
Capoluogo di Regione, e dal Presidente della Regione Toscana, ci siamo messi
intorno a un tavolo con i funzionari della Regione e i responsabili delle Forze
dell’ordine e dei Vigili del fuoco, per fissare la mappa dell’accoglienza e la
distribuzione di coloro che venivano da Lampedusa. L’operazione è stata
realizzata in collegamento con tutti i Prefetti della Toscana che hanno
risposto in maniera rapida ed efficiente. La macchina organizzativa ha dovuto
schivare proteste popolari, scarsa disponibilità di qualche collettività,
rifiuti mascherati da esigenze di specifica e limitata ospitalità, ma in due
giorni siamo riusciti a realizzare smistamento, trasporto, accoglienza a 507
persone e sicurezza anche alle collettività locali che le hanno accolte, con il
concorso efficiente ed entusiasta delle autonomie, delle diocesi, del
volontariato, degli apparati dello Stato, che hanno funzionato come al solito
in modo impeccabile.
Questa
vicenda ha evidenziato le carenze constatate in parte a livello nazionale e
locale, ma soprattutto a livello europeo, vista la mancanza - come hanno
rilevato il Segretario di Stato Vaticano, Card. Bertone, e il Ministro
dell’Interno Maroni - di una politica europea che permettesse la più idonea distribuzione
dei migranti fra tutti i paesi della Comunità. Dopo qualche giorno si sono
attivate anche altre Regioni, con il coordinamento della Protezione civile
nazionale. Ci resta la soddisfazione di aver dimostrato come il buon senso e
l’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e della società
civile insieme portino a risultati positivi, superando quelle resistenze e
opposizioni che alcuni organismi e alcuni Stati hanno frapposto e frappongono
per ragioni di egoismo locale o nazionale
Paolo Padoin
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