COMMISSARIARE LE UNIVERSITÀ?

Il MIUR
In
relazione ai provvedimenti di cui parliamo nel link Finanze col buco, e
in particolare alle ipotesi …sanzionatorie per le
Università non in regola, il Sottosegretario Modica, in
un’intervista rilasciata il 26 luglio al giornale “Il
Secolo XIX” di Genova, preannuncia le intenzioni del Governo: si
ad eventuali commissariamenti, no a un rigido blocco delle assunzioni.
L’allegra politica di assunzione del personale, le promozioni indiscriminate, il calo dei finanziamenti pubblici sono alla base della crisi degli Atenei, quattro dei quali (Firenze, Pisa, Trieste e L’orientale di Napoli) sono i più malconci e quindi esposti al pericolo commissariamento.
La dinamica dei fondi pubblici distribuiti alle Università è stata finora indulgente con le Università spendaccione e severa con quelle più rigorose. Nonostante la penuria di risorse alcuni Atenei (fra i quali alcuni di quelli citati) hanno assunto a man bassa: i ricercatori sono cresciuti complessivamente del 22%, gli ordinari del 48%; le norme per evitare il dissesto finanziario ci sono ma non sono state applicate e nessun Governo finora se n’è curato molto.
Le misure urgenti individuate dal Ministero dell’Economia, d’intesa con quello dell’Università, debbono essere applicate integralmente, e il Sottosegretario a tal proposito afferma: “Non dimentichiamoci che le misure urgenti riguarderebbero quelle università che, oltre a spendere troppo, si sono indebitate con mutui che non riescono a onorare. Ho l’impressione che in nessuna università italiana si siano verificate entrambe le condizioni. Detto ciò sono d’accordissimo con le proposte del documento, compreso il commissariamento quale extrema ratio. Sul piano giuridico sarebbe un intervento molto difficile da applicare. Sul piano politico, è evidente che, se le università non si mettono in riga, dovremo intervenire.”
Mi chiedo se, con questi propositi, i commissariamenti verranno applicati, e penso soprattutto alla delicata situazione finanziaria denunciata da tempo da due Professori dell’Università di Firenze (vedi link università e bilanci) con lettera ufficiale e successiva replica, spedite sia al Magnifico Rettore sia al Ministero dell’Università. Poiché anche sotto il profilo del rispetto del limite del 90% fra costi del personale e Ffo, previsto dalla finanziaria del 1998, Firenze se la passa male (è seconda in classifica dopo Siena, vedi link bilanci fallimentari), con le premesse indicate da Modica forse per il Ministero sarebbe già il tempo di disporre ispezioni severe e quindi d’intervenire.
L’allegra politica di assunzione del personale, le promozioni indiscriminate, il calo dei finanziamenti pubblici sono alla base della crisi degli Atenei, quattro dei quali (Firenze, Pisa, Trieste e L’orientale di Napoli) sono i più malconci e quindi esposti al pericolo commissariamento.
La dinamica dei fondi pubblici distribuiti alle Università è stata finora indulgente con le Università spendaccione e severa con quelle più rigorose. Nonostante la penuria di risorse alcuni Atenei (fra i quali alcuni di quelli citati) hanno assunto a man bassa: i ricercatori sono cresciuti complessivamente del 22%, gli ordinari del 48%; le norme per evitare il dissesto finanziario ci sono ma non sono state applicate e nessun Governo finora se n’è curato molto.
Le misure urgenti individuate dal Ministero dell’Economia, d’intesa con quello dell’Università, debbono essere applicate integralmente, e il Sottosegretario a tal proposito afferma: “Non dimentichiamoci che le misure urgenti riguarderebbero quelle università che, oltre a spendere troppo, si sono indebitate con mutui che non riescono a onorare. Ho l’impressione che in nessuna università italiana si siano verificate entrambe le condizioni. Detto ciò sono d’accordissimo con le proposte del documento, compreso il commissariamento quale extrema ratio. Sul piano giuridico sarebbe un intervento molto difficile da applicare. Sul piano politico, è evidente che, se le università non si mettono in riga, dovremo intervenire.”
Mi chiedo se, con questi propositi, i commissariamenti verranno applicati, e penso soprattutto alla delicata situazione finanziaria denunciata da tempo da due Professori dell’Università di Firenze (vedi link università e bilanci) con lettera ufficiale e successiva replica, spedite sia al Magnifico Rettore sia al Ministero dell’Università. Poiché anche sotto il profilo del rispetto del limite del 90% fra costi del personale e Ffo, previsto dalla finanziaria del 1998, Firenze se la passa male (è seconda in classifica dopo Siena, vedi link bilanci fallimentari), con le premesse indicate da Modica forse per il Ministero sarebbe già il tempo di disporre ispezioni severe e quindi d’intervenire.
Paolo Padoin
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