EX TERRORISTI IN CATTEDRA

Una nuova puntata della vergognosa abitudine di
intellettuali, politici, mass-media di offrire palcoscenici a ex brigatisti è
stata per fortuna evitata dall’intervento saggio del Rettore dell’ Università la
Sapienza di Roma. Speriamo che le molte voci che adesso protestano contro la
beatificazione di ex terroristi e l’oblio delle loro vittime riescano a
limitare le apparizioni pubbliche di questi individui, che dovrebbero essi
stessi, come ha ricordato più volte anche il Presidente Napolitano, evitare una
sovraesposizione mediatica ingiusta e inopportuna.
Il CORRIERE DELLA SERA del 3 dicembre, in un
articolo firmato da Edoardo SASSI, riporta la notizia che è stata “Bloccata la
lezione dell'ex br Morucci alla Sapienza”.
«L'ex brigatista rosso Valerio Morucci,
condannato per la strage della scorta e per l'omicidio di Aldo Moro, non
parlerà più all'università «La Sapienza» di Roma, dove era stato invitato da un
professore di letteratura angloamericana, Giorgio Mariani, a partecipare al
seminario intitolato “Cultura, violenza, memoria”. La conferenza si sarebbe
dovuta svolgere il 12 gennaio, ma ieri - dopo molte polemiche - la marcia
indietro. Tra i primi a criticare l'iniziativa del professor Mariani, il rettore
dell'ateneo Luigi Frati. Mariani, che aveva invitato Morucci (spiegando “anche
perché sollecitato da un ufficiale della polizia che segue il percorso post
carcerario di ex terroristi”, notizia smentita in serata dalla Questura di
Roma) ha poi scritto una lettera per scusarsi della leggerezza di un invito
spedito senza spiegare natura e contesto dell'incontro. La notizia ha comunque
suscitato molte reazioni politiche. Critiche da Pdl, Pd e Udc. Per Sabina
Rossa, deputata del Pd e figlia del sindacalista ucciso dalle Br, “l'offerta di
sempre nuovi pulpiti a ex terroristi è fenomeno che andrebbe limitato. Ciò
detto, più volte ho manifestato la mia contrarietà al silenzio come pena
accessoria in una democrazia. Non pongo veti, io stessa ho presentato un libro
con Franceschini. Però fondamentale è il contesto, vanno evitate posizioni di
privilegio e garantito il contraddittorio”».
IL TEMPO riporta un’intervista a Giovanni
Berardi, figlio del maresciallo di Polizia Rosario, ucciso dalle Brigate Rosse.
«Purtroppo il 2009 si è aperto come si è chiuso il 2008. Mentre in Francia la
Bruni è riuscita a convincere il presidente Sarkozy ad opporsi all'estradizione
della Petrella, coinvolta nel rapimento Moro, in Italia invece invitano Morucci
a parlare all'Università, dopo aver chiuso le porte in faccia a Benedetto XVI negandogli
di tenere la sua lectio». «In occasione della prima giornata mondiale delle
vittime del terrorismo dissi chiaramente che in Italia forse è stato sconfitto
il terrorismo ma non i terroristi. Gli assassini di ieri infatti stanno
diventando gli eroi di oggi. Questo mi offende perché considero oltraggiata la
memoria di tutte le vittime. Ora deve riemergere il principio del recupero
nella memoria collettiva di tutte le vittime.».
LIBERO intervista il rettore, Luigi Frati, che
prende le distanze dall'invito dell'ex brigatista Valerio Morucci. Non era la
prima volta che un ex Br veniva invitato a parlare all'università. Un anno fa,
il 7 gennaio scorso, il 66enne Renato Curcio, fondatore e ideologo delle
Brigate Rosse, partecipò ad un seminario sull'analisi istituzionale all'ateneo
di Lecce e anche in quel caso non tardarono le polemiche. Rettore, con questo
episodio La Sapienza dice definitivamente "no" ai terroristi?
«Certamente. Non è possibile che un brigatista, che ha ucciso vittime innocenti,
faccia l'educatore dei ragazzi. (…) Il giorno che si vorrà discutere di
terrorismo bisognerà partire dalle vittime innocenti di quegli anni. E Morucci
non è un esempio positivo del vivere civile da sottoporre all'attenzione degli
studenti. Per questo da subito La Sapienza ha preso le distanze da questo
invito».
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