UNIVERSITẢ E PROTESTE

Il
dibattito sulla riforma dell’Università, su tagli, sacrifici e pensionamenti si
è vivacizzato nel momento in cui la manovra finanziaria ha previsto interventi
incisivi e dolorosi in molti settori del pubblico impiego. Alle consuete
lamentele, agli alti lai di coloro che hanno contribuito in passato al
deterioramento grave della situazione, si aggiunge qualche voce equilibrata che
attira l’attenzione sulle responsabilità del mondo accademico.
Oggi, 6 luglio, sono apparsi due articoli esemplari: il primo, su La Nazione di Pisa, riporta il parere di un docente pisano in merito alle colpe degli ambienti universitari motta.pdf , il secondo, sul Corriere della Sera, riporta le dichiarazioni del Rettore di Roma, il Prof. Luigi Frati, frati.pdf che afferma che i ricercatori che non producono sono il 10% del totale. Naturalmente in merito a queste affermazioni si è aperta la discussione che ha riguardato anche l’iniziativa di protesta preannunciata da due professori della facolta di Lettere di Roma, dai nomi famosi, Faranda e Piperno (niente a che vedere con gli ex degli anni di piombo), i quali hanno fissato gli esami di notte, per opporsi ai provvedimenti del Governo, sollevando le proteste di molti studenti.
Oggi, 6 luglio, sono apparsi due articoli esemplari: il primo, su La Nazione di Pisa, riporta il parere di un docente pisano in merito alle colpe degli ambienti universitari motta.pdf , il secondo, sul Corriere della Sera, riporta le dichiarazioni del Rettore di Roma, il Prof. Luigi Frati, frati.pdf che afferma che i ricercatori che non producono sono il 10% del totale. Naturalmente in merito a queste affermazioni si è aperta la discussione che ha riguardato anche l’iniziativa di protesta preannunciata da due professori della facolta di Lettere di Roma, dai nomi famosi, Faranda e Piperno (niente a che vedere con gli ex degli anni di piombo), i quali hanno fissato gli esami di notte, per opporsi ai provvedimenti del Governo, sollevando le proteste di molti studenti.
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