RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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PARENTOPOLI ACCADEMICA 


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Il Riformista di venerdì 11 luglio 2008 pubblica l’ennesima puntata della parentopoli universitaria, destinata a non tramontare nonostante codici etici, nuove regole ecc. Paolo Posterano afferma “vedere i figli sistemati con un posto di lavoro sicuro è una legittima ambizione di tutti i genitori, anche dei professori universitari. Quello che è meno ovvio è che sono innumerevoli i casi di figli o familiari di professori che vincono un concorso nella stessa materia, magari nella stessa università e spesso nella stessa facoltà dei congiunti.”

Segue un lunghissimo elenco esplicativo con i singoli esempi suddivisi per regioni.

Sardegna: nella facoltà di medicina è ben sistemata una larga parte della famiglia dell’ex-preside.

Puglia: il figlio del Preside di Medicina insegna nella stessa facoltà, ma il record spetta a economia, dove il titolare di statistica ha fra i colleghi moglie, due figli e marito della figlia. Altri nutriti nuclei familiari popolano le diverse facoltà baresi, e naturalmente non fa eccezione l’Università privata Lum - Jean Monnet dove il rettorato si tramanda da padre in figlio.

Calabria: un ex rettore ha il figlio ricercatore, mentre un ex preside di lettere ha lasciato in facoltà le due figlie.

Toscana: A Firenze i figli del rettore, di un prorettore, e del preside di medicina sono ricercatori nella stessa università, mentre a Siena esistono dinastie a medicina e farmacia.

Emilia Romagna: anche i rettori di Bologna e Modena hanno i figli sistemati nelle loro Università.

Lazio: Alla Sapienza e a Tor Vergata alcuni presidi e rettori godono naturalmente della compagnia di figli e parenti.

Campania: Napoli non fa eccezione. Gli studenti hanno addirittura organizzato un “barone day” per segnalare 105 casi di legami familiari tra docenti all’interno della “Federico II”. A Salerno il giornale “Cronache” ha dedicato quattro puntate, nel mese di ottobre 2007, alla vicenda del figlio del rettore che, secondo la segnalazione contenuta anche in due lettere inviate al giornale “La Repubblica” da un ex ricercatore, Enrico Martinelli, e da una lettrice, Ilaria Stambelli, avrebbe vinto senza titolo alcuno il concorso per ricercatore. La fondatezza di tali affermazioni dovrebbe essere vagliata dalla Magistratura, qualora intervenga su questo caso.

Sicilia: Naturalmente non è assente la Sicilia la quale, nell’elenco pubblicato dal Riformista (I puntata, si attendono le altre) mette in campo in particolare Messina e Palermo, con le loro ampie parentopoli.

       Come si può notare non è un quadro confortante. Inchieste, codici etici, regolamenti non riusciranno certo a porre fine al malcostume, ma si sa, gli italiani tengono famiglia!

Paolo Padoin

 





   

 



   

   











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