VIOLENZA E CENTRI SOCIALI

Da
Repubblica.it del 6 luglio:
Per gli scontri del 19 maggio a Torino
in occasione del G8 dell'Università, la Procura del Capoluogo piemontese ha
ordinato l'arresto di 21 persone, per lo più esponenti dei centri sociali. Il
giudice per le indagini preliminari ha motivato le misure di custodia con il
pericolo di reiterazione dei reati, anche "in vista dell'imminente
apertura dei lavori del G8" dell'Aquila. Immediata la reazione degli
studenti che hanno occupato diversi rettorati e hanno organizzato presidi in
vari atenei. Secondo i pm torinesi, i 21 attivisti sono responsabili dei
disordini: hanno rovesciato cassonetti, tirato uova e lacrimogeni contro le
forze dell'ordine, bloccato il traffico, ferito 24 agenti e danneggiato i
negozi. "Hanno usato una violenza paramilitare premeditata", ha detto
Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino. "Hanno usato mazze e
piccozze. Ci sono prove video e fotografiche inconfutabili".
Occupati
i rettorati. L'Onda però non ci sta: contesta la ricostruzione fornita
dai giudici e centinaia di studenti occupano per protesta gli uffici dei
rettori della Sapienza a Roma, di Ca' Foscari a Venezia, delle università di
Bologna, Milano, Napoli, Palermo e Pisa. "Quella dalla Procura di Torino -
scrivono in un volantino - è stata una repressione ordinata dal ministero
dell'Interno alla magistratura. Un atto più che scontato che soggiace
direttamente alle direttive di Maroni". Duecento attivisti dell'Onda hanno
occupato il Rettorato della Sapienza a Roma.
"Dormiremo qui anche stanotte", dicono i ragazzi. "Sarà
un'occupazione ad oltranza". Al prorettore chiedono che "dia una
risposta precisa agli arresti di questa notte". A Ca' Foscari di Venezia
una quarantina di studenti hanno innalzato striscioni davanti agli uffici del
rettore. Picchetti e corteo anche al rettorato di Bologna. Proteste a Napoli,
all'ateneo Federico II°; a Torino; alla Statale di Milano, a Pisa, a Palermo
dove gli studenti dell'Onda hanno occupato le facoltà di Lettere e Scienze
politiche. E sulla facciata del rettorato di Siena è comparso uno striscione
con la scritta "Liberi tutti".
Gli arresti due giorni prima del G8. A scatenare la rabbia degli studenti è anche la tempistica dell'operazione, scattata a due giorni dall'inizio del G8 dell'Aquila. Proprio nel capoluogo abruzzese era Egidio Giordano, guida indiscussa dell'Insurgencia, centro sociale napoletano, già coinvolto nelle violente contestazioni all'apertura della discarica di Chiaiano: è stato fermato dopo aver partecipato alla fiaccolata organizzata tre mesi dopo il terremoto. Nella notte è stato arrestato a Padova Max Gallob, il leader del centro sociale Pedro. Perquisito e denunciato a piede libero anche un 25enne di Varese, iscritto all'università di Torino, legato al centro sociale Askatasuna: due mesi fa aveva chiuso con una catena le porte di una banca "sequestrando" gli impiegati. Un'ordinanza riguarda un esponente dell'ala universitaria della disobbedienza padovana, attualmente in Iran, suo paese di origine. Ventuno mandati, eseguiti fra Torino, Padova, Bologna e Napoli, ai quali vanno aggiunti i due fermi delle scorse settimane: Domenico Sisi, parente del sindacalista Vincenzo Sisi processato a Milano con l'accusa di far parte di un'organizzazione terroristica, e Alessandro Arrigoni, dipendente della prefettura di Milano.
Caselli:
"Erano 300 i violenti". "Su tremila dissenzienti che hanno
manifestato pacificamente - spiega il procuratore di Torino Giancarlo Caselli -
i violenti non erano più di 300. E' contro di loro che abbiamo indagato. Non è
intenzione della Procura colpire singoli gruppi politici o controculturali, ma
anzi difendere la libertà di manifestare democraticamente qualsiasi opinione.
Video e foto dimostrano però che, poco prima di arrivare al Castello del Valentino,
in 300 si coprono il volto con sciarpe, caschi e cappucci, sollevano scudi di
plexiglass e da un cassonetto, estraggono mazze, piccozze, fumogeni e
caschi".
Nella mia
veste di Prefetto di Torino,
ex di Padova, sono particolarmente soddisfatto del risultato di
quest'operazione, effettuata, con grande
professionalità, dalla Digos” di Torino, con il coordinamento del
Questore, del Procuratore
della repubblica e degli altri magistrati.
Subito dopo gli incidenti del 19 maggio dichiarai, di fronte alle
polemiche politiche subito accese, che avevamo garantito la libertà
d'espressione e eravamo intervenuti solo quando alcuni manifestanti (300)
avevano cercato di sfondare, con caschi, scudi, bastoni, estintori, il cordone
delle Forze dell'ordine, che avevano reagito per difendere la legalità. Questa
tesi è stata confermata dagli accertamenti della magistratura, come ha
affermato il Procuratore Caselli. Ho notato che alcune vecchie conoscenze
padovane (Max Gallob, leader del Pedro, e Omar Firouzi, leader dei collettivi
studenteschi) erano coinvolti negli scontri. Finalmente vengono perseguiti per
le loro iniziative illegali: a Padova non era mai successo in 4 anni,
nonostante circostanziate denunce. Il lavoro di squadra fra Forze dell'ordine,
Magistratura e prefetto funziona; ne fanno fede i precedenti di Pisa (COR e
Silvestre) e di Padova (nuove Br e Gramigna). Continueremo insieme nel solco
della difesa della legalità: è questo che richiedono i nostri cittadini.
Paolo Padoin
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