RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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LA PIACIONA



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La "grande piaciona", la Ministra che esprime di volta in volta l'opinione atta a compiacere la platea, è caduta per l'ennesima volta in contraddizione con se stessa. Dopo aver prima difeso e poi scaricato il prefetto di Roma per la faccenda discariche – tuttora irrisolta -, dopo aver lanciato strali contro i NoTav, salvo poi blandire la popolazione valsusina, insorta contro di lei, e, di lì a poco, scagliarsi nuovamente contro i valligiani, ha contemporaneamente difeso e attaccato la "sua" polizia commentando gli incidenti verificatisi nel corso delle recenti manifestazioni studentesche. Emblematici i titoli di due giornali presenti nell'ampia rassegna stampa personale della Ministra (ha superato perfino Pisanu, per il quale venivano inseriti gli articoli dei più remoti giornali sardi, tanto per far numero). La Repubblica del 16 u.s., intervistando la tronfia Ministra, titolava: "Cancellieri: punirò i poliziotti violenti". Repubblica è il giornale che ha pubblicato le foto nelle quali un poliziotto mena uno studente, non quelle più numerose nelle quali i poliziotti vengono assaliti da manifestanti violenti. Nella Stampa dello stesso giorno, invece, si leggeva: "Cancellieri difende la polizia, ha agito bene". La Stampa non aveva pubblicato foto di “violenze poliziesche”, quindi non c'era stavolta bisogno di rilasciare dichiarazioni mirate a compiacere l'intervistatore e i suoi lettori. Risultato: a Rimini la Ministra è stata platealmente contestata dagli studenti, mentre i poliziotti sono insorti contro la sua proposta di schedarli, con tanto di numero identificativo, nelle manifestazioni. È vero che tale prassi esiste in altri paesi civili, ma solo in Italia è di fatto consentito ai manifestanti partecipare ai cortei travisati e armati di bastoni, tanto la legge che lo vieta non viene applicata; spesso la magistratura è stata fin troppo benevola coi violenti, mentre non di rado ha condannato rappresentanti delle Forze dell'ordine. Del resto la Ministra è incorsa anche in altri infortuni: ha reso pubblica la decisione di indire le elezioni regionali a febbraio, senza stabilire un election day che comprendesse le politiche, col risultato di suscitare le immediate rimostranze di alcune forze politiche; ha poi dovuto incassare una sonora (e mortificante) smentita, arrivata dopo un vertice fra Monti e Napolitano nel quale è stato correttamente fissato l'election day per l'11 marzo, al fine di risparmiare denaro pubblico. Ma le mirabolanti imprese della 'piaciona' non finiscono qui. Sorvoliamo sull'arcinota vicenda del figlio manager liquidato da Fondiaria SAI con 3,6 milioni di € per 14 mesi di lavoro e poi subito assunto, guarda caso, proprio da Telecom, società con la quale il Ministero dell'Interno stipula contratti milionari. Anche nell'ambito delle riorganizzazioni ministeriali e istituzionali si è proceduto all'insegna del pastrocchio, come nel caso del riordino delle province, che secondo alcuni studiosi sarebbe incostituzionale. Per i prefetti poi è stata  adottata la prassi del pensionamento ad libitum. Il limite dell'età pensionabile, nell'arco di pochi giorni, è passato da 65 anni a 66 e di nuovo a 65; a qualcuno però è stata concessa una proroga di 10 mesi, ad altri di 2, a uno di 3 (e mal gliene incolse perché, proprio agli sgoccioli del mandato, incappò nel famoso infortunio della lite con don Patriciello), a qualcuno di 1, e c'è pure chi è  stato collocato a riposo alla scadenza anagrafica: zero tituli, avrebbe detto Mourinho. Quale rigoroso, ineccepibile criterio ha ispirato questo trattamento differenziato? Solo una discrezionalità dettata dalle simpatie della Ministra e del suo entourage. Insomma: con Cancellieri e i 'tecnici' aria nuova al Ministero dell'Interno, modernizzazione e nuove regole. Quelle di una satrapia achemenide.



Paolo Padoin




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