RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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LA SICUPIEMONTE



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Da quasi due anni in Piemonte abbiamo cominciato a realizzare il progetto di sicurezza integrata e l’indirizzo estremamente pratico dato dalla Presidente Bresso mi trova perfettamente d’accordo. E’ giustissimo attribuire particolare attenzione al tema del controllo degli appalti, e a tal fine possiamo estendere l’attività del gruppo di lavoro interforze che opera presso le prefetture anche ad altri settori, che non siano limitati alle grandi opere. L’incentivazione delle attività concrete delle Polizie municipali costituisce uno degli obiettivi fondamentali della nostra azione. Nonostante il grandissimo impegno delle forze dell’ordine, che hanno realizzato importanti operazioni di contrasto alla criminalità politica e a quella comune e organizzata, è sempre alta la sensazione d’insicurezza fra i cittadini, dovuta soprattutto al proliferare della criminalità diffusa e delle manifestazioni di inciviltà e disordine urbano. Alcune autorevoli analisi sociologiche e anche l’analisi dell’IRES dimostrano che la sicurezza percepita è molto inferiore a quella reale. In questo quadro deve essere affrontato prioritariamente il tema del rapporto che intercorre tra politiche della sicurezza e ruolo delle polizie municipali. Non c'è dubbio infatti che questi servizi giochino un ruolo importante nelle politiche integrate di sicurezza anche se, certo, non le esauriscono. Attendiamo che venga approvata la nuova legge-quadro, che potrà definire meglio compiti specifici di polizia degli agenti municipali, consentendo una loro più concreta partecipazione all’attività delle Forze di Polizia statali. L’azione di controllo nelle città e nelle province si realizza attraverso un sistema d’intervento coordinato e integrato che utilizza l’azione di prevenzione e repressione di tutte le forze della sicurezza che operano sul territorio. Gli interventi dissuasivi sono essenziali e a tal fine sono importanti anche le iniziative locali, quali alcune ordinanze dei Sindaci, i quali contribuiscono anche dal punto di vista normativo a fissare regole da seguire, che poi debbono essere fatte rispettare soprattutto dalla Polizia municipale, in collaborazione con le altre Forze dell’ordine.

Essenziale è ovviamente anche il ruolo della Magistratura, che deve essere posta in grado d’intervenire con efficacia ed efficienza sia potenziando gli apparati amministrativi, sia fornendo ai magistrati strumenti legislativi che possano evitare quei casi che conducono, nella perfetta applicazione delle regole e con un corretto procedimento da parte dei giudici, a risultati pratici che invece non vengono recepiti positivamente dall’opinione pubblica.

In merito alle critiche formulate da qualcuno al provvedimento che ha introdotto le ronde, debbo rilevare che questa disposizione ha invece eliminato la realtà di ronde spontanee e improvvisate che obbligavano spesso le Forze dell’ordine a intervenire per separare contendenti di opposte tendenze. La nuova regolamentazione invece, grazie alla serietà dei requisiti che sono stati indicati dal Ministero dell’Interno al fine dell’iscrizione negli albi prefettizi, ha reso necessaria una particolare qualificazione dei gruppi richiedenti, che ha eliminato domande estemporanee e improvvisate.

Quanto alla legge sulla sicurezza integrata della Regione Piemonte, gli interventi finora attuati sono stati correttamente rivolti verso un potenziamento dell’apparato di sicurezza locale attraverso l’acquisto prevalente di beni strumentali e di videosorveglianza, ma suggerirei anch’io, come ha fatto la Presidente, di concentrare gran parte delle risorse finanziarie disponibili verso un potenziamento reale dell’azione delle polizie locali, incentivando ancora di più la formazione professionale degli agenti, la collaborazione e l’associazione di corpi di polizie municipali operanti su uno spazio omogeneo, territorialmente distinto in più comuni, la programmazione di servizi straordinari di corpi di polizie municipali finitimi con previsione di lavoro straordinario che consenta di estendere il servizio di controllo e d’irrogazione di contravvenzioni stradali su una gran parte del territorio, liberando così soprattutto Polizia stradale e Carabinieri da questo spesso gravoso compito. Indipendentemente da quanto riterrà di fare il legislatore nazionale, cominciamo noi per primi a sfruttare meglio le risorse finanziarie e umane che sono a nostra disposizione, profittando appieno della grande competenza e professionalità che le nostre istituzioni possono mettere a disposizione del nostro territorio.


 
                                                    Paolo Padoin
                          




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