RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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Quanti cattivi maestri 


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Il prof. Vito Piepoli, esponendo alcune sue personali, interessanti riflessioni sulla Giornata della Gioventù, ha ricordato come la situazione attuale della nostra gioventù rispecchi la realizzazione della profezia di Nietzsche che diceva: verrà il tempo in cui non esisteranno più i fatti ma solo più tante opinioni. L’educazione che non c’è più, è questo che nuoce gravemente alla salute dei ragazzi prima di tutto, perché è ciò che conduce poi a non avere criteri di giudizio, di valutazione. È ciò che non li espone sanamente alla conoscenza dei fatti, alla introduzione, alla comprensione della realtà. Prima dei sentimenti esiste il reale e questo è il grande lavoro dell’educazione, essere aiutati nel mettere in relazione i sentimenti con le cose che ci sono prima dei nostri pensieri. Una volta quando si era ragazzini si aveva comunque una idea del mondo, forse sbagliata, però la si aveva. Ora invece il principio è: non c’è criterio, non c’è niente, c’è il vuoto e allora non si parla più di nulla. Ma che ci importa dei valori, dei disvalori, il problema delle regole, ma non esiste niente di tutto questo. È anche vero che quando si parla di giovani in Italia li si considera quasi sempre come un problema. Un problema perché si comportano in un modo, un problema perché non riescono a trovare la strada, un problema perché inseguono, come si diceva prima, strade sbagliate o apparentemente sbagliate. Invece forse bisogna cambiare l’approccio, considerare i giovani come una risorsa e quindi istradarli rispetto a percorsi che però abbiano un senso all’interno della società. Percorsi quindi sicuramente con delle regole, ma anche con delle indicazioni che sviluppino le capacità di ognuno e che riescano a far sì che poi ognuno riesca a costruire una propria strada, attraverso certo dei valori ma anche delle peculiarità personali. Ci sono tanti giovani che si impegnano, che cercano una propria strada, che vogliono costruirsi un lavoro, una famiglia. Di questi alla fine non si parla mai e questi finiscono per essere quasi inesistenti. Chi volesse leggere l'interessante articolo per intero clicchi qui piepo.pdf.

Da parte mia osservo che occorre prestare particolare attenzione a una frangia di giovani, impegnati intellettualmente e politicamente, che frequentano i centri sociali, i quali attuano una politica di contestazione e di lotta contro l’attuale società, legittima finché non sconfina in azioni violente e illegali, ma che potrebbe nuovamente condurre ad azioni che abbiamo in passato sofferto ai tempi degli anni di piombo. Purtroppo esiste ancora una parte della società orientata verso il buonismo e la comprensione, una parte della società che non ha imparato la lezione di trent’anni or sono. Per fortuna Magistratura e Forze dell’ordine continuano senza sosta la loro attività per tutelare i principi della legalità e della civile convivenza.

Paolo Padoin


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