RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

VITTIME E PARENTI

cr


    Nella mia carriera e in questo sito ho sempre sostenuto la lotta dei parenti delle vittime del terrorismo, e ho scritto anche un libro, nel quale ho più volte esecrato la deleteria tendenza di un Paese, il nostro, nel quale per tanto tempo, e ancor oggi, gli assassini e i terroristi sono vezzeggiati e coccolati da mass media, cultura della sinistra radical chic e da una parte della politica, mentre vengono dimenticate le vittime e parenti di vittime, soprattutto quelle meno celebri, del terrorismo.

         Quale contraltare esistono però parenti di vittime (per fortuna pochi) che si agitano per acquisire visibilità mediatica. Fra questi ultimi si annovera una recente acquisizione, tale Potito Perruggini, nipote del  brigadiere Giuseppe Ciotta, ucciso nel 1977 a Torino da un commando di Prima Linea. Questo soggetto ha esternato al Giornale tutta la sua indignazione per presunti torti subiti dalla Presidenza della Repubblica in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale e a seguito di manifestazioni, a suo dire indecenti, realizzate in alcune Prefetture nella medesima occasione.

Questo ingiustificato eccesso di protagonismo è stato subito  stoppato sia dal Quirinale, che ha voluto puntualizzare l’andamento della vicenda citata, sia dall’Associazione dei Parenti delle Vittime del Terrorismo, nella persona del suo eccellente Presidente Dante Notaristefano, sia dalla stessa vedova del brigadiere Ciotta che ha immediatamente smentito le affermazioni del nipote. Il Presidente Notaristefano ha sottolineato che la cerimonia a Torino si svolse in ambiente consono alla manifestazione (non si è svolta in un corridoio, come affermato da Potito, ma nella “Galleria Reale”, alla presenza delle massime Autorità) e che il Prefetto di Torino è sempre stato vicino alle vittime del terrorismo e alla loro Associazione.

tp

Ribadisco anch’io queste circostanze e confermo che continuerò sempre ad essere vicino alle vittime e ai loro parenti, ma non certo a quelli che, sfruttando la situazione, cercano facile pubblicità.

Paolo Padoin

 

 


                          




Si prega d'inviare contributi e osservazioni a questo indirizzo di posta elettronica: papaopad@yahoo.it.