RICERCATORI PRECARI

La RNRP (rete nazionale ricercatori precari) ha
pubblicizzato una lettera aperta sui concorsi:
“Amici
che avete a cuore le sorti della nostra martoriata Università italiana! Fonti
interne al Governo hanno annunciato che entro luglio sarà presentato il ddl per
la riforma dei concorsi universitari.
Aiutateci, se volete, a far sentire per una volta la voce della nostra
categoria portando a buon fine, con SOTTOSCRIZIONI ON-LINE e PASSAPAROLA,
questa raccolta di firme per chiedere al Ministro di modificare le regole del
concorso di ricercatore in senso più meritocratico.
In due settimane siamo già arrivati a quota
850 adesioni, ma è chiaroche la maggior parte dei ricercatori precari (e
strutturati, essendo aperta l’iniziativa anche al personale docente, per
favorire una maggiore rappresentatività del mondo universitario) ancora non ne
sono a conoscenza.
http://www.gopetition.com/online/19725.html
(il link per sottoscrivere la petizione dovrebbe comparire automaticamente
nella mail, altrimenti è sufficiente copiare e incollare nella barra degli indirizzi).
Le regole vigenti (come si spiega nella
petizione, ma penso che tutti voi già lo sappiate) si sono dimostrate, ad oggi,
poco adatte alla valorizzazione del merito, non offrendo sufficienti garanzie
nello scongiurare favoritismi e logiche di scambio e favorendo la fuga di
cervelli italiani in altri Paesi.
Il testo della petizione è il risultato di
faticosi compromessi raggiunti all'interno della RNRP. il cui sito, se vi
interessa seguire l’iniziativa e/o parteciparvi, è http://ricercatoriprecari.wordpress.com/
La petizione ha un valore simbolico e serve
per far sentire anche la voce di una categoria che rappresenta circa la metà
della forza-lavoro dell'Università e non può essere sempre calpestata.
Naturalmente, non ci illudiamo che bastino le
modifiche normative a risolvere i cronici ritardi culturali dell'Università
italiana, perchè sappiamo che le norme (soprattutto in Italia) possono sempre
essere aggirate; ma in ogni caso non possiamo rassegnarci (in nome di atavici
gattopardismi) all'idea di non poter influire, in nessun modo, sulla realtà che
ci circonda. Almeno cominciamo a diffondere la giusta cultura.”
Paolo Padoin
(Prefetto di Torino)
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