RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

PREFETTI E LEGALITÀ



Trasferimenti e nomine di prefetti hanno talvolta provocato commenti e interventi di mass media, forze politiche e associazioni locali. Ricordo che già nel 1973, quando ero semplice Consigliere, il prefetto Aldo Buoncristiano, nostro eccellente Capo del personale, mi diceva che la nostra carriera, quanto a promozioni, finiva a Viceprefetto: quella a prefetto era una nomina del Consiglio dei Ministri. Ma allora l'influenza della politica e dei sindacati interni non era rilevante (salvo in pochi casi): in genere era l'Amministrazione che valutava e gestiva il suo personale. Da diversi anni si è assistito a un’accresciuta influenza di politica e sindacati. Prefetti e funzionari di prefettura e del ministero hanno instaurato legami con ambienti importanti delle realtà in cui operano molto più di quanto non accadesse in passato.

Anche i mass media si sono interessati al “nuovo corso”. Alcuni giornali hanno raccontato con dovizia di particolari di diversi prefetti o funzionari e loro familiari in contatto con gruppi politici, economici e industriali, pubblici e privati, fornendo un quadro, certo viziato da parzialità e eccessivo scandalismo, ma che in ogni caso non offre un’immagine edificante della categoria. Gli articoli citati sono ripresi dalla rassegna stampa del Ministero dell'Interno. test1   voce  

La responsabile di un Sindacato prefettizio, unica voce alzatasi a commentare questi reportages, ha sì difeso la maggioranza dei colleghi, ma ha finito per portare acqua al mulino degli “scandalisti”, aggiungendo precisi riferimenti a logiche di cordata, che creerebbero malessere nella categoria, e chiedendo addirittura l'intervento del Presidente del Consiglio.

In attesa di autorevoli smentite istituzionali, da prefetto che ha dedicato allo Stato 40 anni di vita, rivendico l’importanza della nostra funzione, onorata da tanti colleghi che con alta professionalità, assumendosi responsabilità che spesso altri non vogliono o non sono in grado di assumere, agiscono nell’interesse dell’Amministrazione e del bene comune. La maggioranza dei giovani colleghi crede nella nostra carriera: affidiamo loro il compito di continuare far sì che i prefetti siano stimati e rispettati ovunque in Italia e in Europa.

1 aprile 2012

Paolo Padoin (da oggi prefetto a r.)

 

 


                          




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