RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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Il ruolo attuale dei Prefetti  

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Sicurezza, Giustizia e Libertà ispirano l'azione del Prefetto:
medaglia commemorativa per ricordare che la tutela delle Libertà Civili è affidata daduecento anni ai Prefetti


E’ a tutti noto che la figura prefettizia ha subito, dopo l’istituzione delle regioni, una radicale trasformazione; non è più l’organo di controllo di comuni e provincia che doveva vigilare e sanzionare, ora è il rappresentante dello Stato in periferia, a cui è demandato il compito di assicurare la leale collaborazione con le autonomie locali in attuazione del nuovo dettato costituzionale. Insomma, il prefetto deve ora farsi promotore delle autonomie, favorire nella governance del territorio il pieno esplicarsi dei poteri locali, intesi come la più genuina forma di partecipazione democratica all’esercizio della funzione amministrativa.
    In coerenza con i principi della riforma amministrativa, anche la stessa denominazione della prefettura è stata modificata: oggi essa è integrata dalla locuzione “ufficio territoriale del governo”, con una formula che vuole appunto evidenziare la rinnovata connotazione del prefetto, come rappresentante del Governo in periferia; lo è sempre stato, ma oggi è questa la sua funzione che più specificamente lo identifica. Il prefetto, pur esercitando numerose funzioni relative ad interessi statali e finalizzate anche al coordinamento degli stessi, è ora investito formalmente dell’ulteriore compito di mantenere rapporti di collaborazione tra amministrazioni statali, regionali e locali. Pertanto, nel generale processo di ridislocazione delle funzioni amministrative imposto dal nuovo art. 118 Cost., decisiva si configura la collocazione istituzionale della prefettura-Utg, struttura che, sebbene fortemente radicata nell’amministrazione centrale e da essa dipendente, è destinata ad intrecciarsi con il sistema regionale e locale in un insieme di rapporti, in cui è necessario ricorrere a sistemi integrati di cooperazione per garantire esigenze di interesse primario.
    Emerge, dunque, in capo all’istituto prefettizio un ruolo caratterizzante di raccordo e d’interazione con il sistema autonomistico, preordinato a prevenire e, se del caso, a risolvere i conflitti tra istituzioni. In questa prospettiva va segnalata la previsione della conferenza permanente, come centro d’imputazione dell’attività di coordinamento del prefetto e strumento indispensabile perché tale coordinamento si realizzi. All’esigenza di prevedere sedi di raccordo a livello periferico si risponde, in definitiva, con un’impostazione che coniuga tre essenziali profili: coordinamento delle articolazioni statali presenti sul territorio, collaborazione con le autonomie e scambio costante e coerente al sistema con l’amministrazione centrale.
    E’ indubbio che il nuovo quadro costituzionale accresce l’esigenza di momenti di sintesi. A fronte della riaffermazione del pluralismo istituzionale come principio organizzatore della funzione amministrativa, occorre una ricomposizione del sistema mediante raccordi amministrativi resi effettivi con l’individuazione di regole unitarie fra livelli di governo tendenzialmente equiordinati sul territorio.
    Del resto, in un’amministrazione sempre più plurima, è necessario che ci sia per il cittadino un punto di riferimento certo e unitario, a livello provinciale, fra le varie autorità locali che possono intervenire nei vari settori. Ciò è in piena coerenza con il principio che il fine dell’amministrazione è quello di offrire servizi, dare risultati positivi ed efficienti al cittadino, il quale deve, perciò, essere assunto come il punto di riferimento stabile e ineliminabile di qualunque azione di governo.
    L’antico centro dello Stato unitario deve necessariamente trasformarsi e riconvertirsi per essere sempre più vicino all’antica periferia, la quale è ora l’espressione viva e compiuta della democrazia rappresentativa. A sua volta, il territorio diventa il momento essenziale di questo riposizionamento e nello scenario che ne consegue può acquistare nuova linfa la funzione del prefetto, quale ufficio territoriale del governo, che, in conformità alle recenti norme che hanno ridisegnato il suo ruolo, rappresenta lo Stato in maniera unitaria sul territorio ed è l’unico soggetto interlocutore del mondo delle autonomie in grado di svolgere una proficua azione di consulenza, di collaborazione e di organo di chiusura del sistema, per assicurare la continuità dell’azione amministrativa a livello locale.(*)

    CLAUDIO MEOLI   - (PREFETTO DI SALERNO)
 
 
(*) Estratto da un articolo pubblicato su Amministrazione civile, 2005, n.8/9

 

 

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