RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

 POLITECNICO DI TORINO


PLT


 
          In un’Italia dominata da demagoghi, calabrache e opportunisti, non sono molti i responsabili di istituzioni pubbliche che si attengono ai criteri di serietà, oculata gestione delle risorse pubbliche, rigore scientifico, amministrativo e finanziario nelle scelte fondamentali.

         Il Prof. Francesco Prufumo, Rettore del Politecnico di Torino, che non a caso è una delle Università italiane al top di tutte le classifiche nazionali e internazionali, ha stabilito recentemente di dare un taglio all’attività didattica nelle sedi decentrate, sorte in tempi di vacche grasse e sparse in tutto il Piemonte (Alessandria, Vercelli, Mondovì, Biella e Verres). In tali sedi permarrà soltanto l’attività di ricerca e trasferimento tecnologico. La decisione ha subito provocato la rivolta degli studenti e di politici nazionali e locali, che hanno premuto e premono da sempre per una demagogica distribuzione di sedi e insegnamenti, incuranti dell’efficienza della didattica e della doverosa attenzione contro lo sperpero di risorse, attenti soltanto alla tutela degli interessi particolari.

            Lo stesso ragionamento, volto alla razionalizzazione delle sedi, dovrebbe estendersi dalle Università ad altri uffici pubblici. Molti tribunali minori, come ricordano puntualmente i Presidenti di Corte d’Appello ad ogni inaugurazione dell’Anno giudiziario, potrebbero essere soppressi per potenziare gli uffici giudiziari maggiori, ma rimangono in piedi per l’opposizione di avvocati e politici locali. Queste vicende mi fanno venire alla mente la meritoria riorganizzazione realizzata recentemente dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che ha disposto la razionalizzazione (leggasi riduzione) delle sedi periferiche, nonostante la veemente opposizione dei sindacati interni e di alcune istituzioni locali.

            Il Rettore Profumo, che ha dimostrato coraggio e indipendenza, ha spiegato che le sedi decentrate, di cui è stata decisa la soppressione, sfruttano le loro risorse solo per la metà, e spesso ancora meno, delle proprie potenzialità. Un docente che a Vercelli insegna a 30 studenti, a Torino insegnerebbe a oltre 100, e questo l’ateneo non può permetterselo.

http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-10/091022/NQZVR.tif

http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-10/091022/NR00R.tif

 
          Analogo ragionamento credo che possa essere esteso a tante altre Università del nostro paese, dove non esistono però Rettori coraggiosi e indipendenti. In altre sedi si preferisce fare accordi con le Regioni, che coprono i buchi di bilancio ed entrano nel Consiglio d’Amministrazione per esercitare una qualche influenza anche in questo settore. Tanto paga Pantalone!

            Anche a questo proposito è utile leggere il giudizio del Prof. Profumo sulle interferenze della politica.

http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-10/091022/NR5HD.tif

 
          Sono pienamente d’accordo con il Rettore del Politecnico. Se in Italia, in tutti i settori d’attività, altri seguissero il suo esempio, sarebbe più facile restare allineati ai livelli degli altri Paesi più evoluti.

 

 

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