RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

PROFUGHI E LEGALITÀ

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La lunga vicenda della clinica San Paolo di Torino, occupata abusivamente dai centri sociali per ospitare alcuni profughi, è stata quasi completamente risolta: è stato trovato un posto per tutti quelli che lo volevano: 390 i rifugiati trasferiti. Si è conclusa così, senza tensioni e senza incidenti, la giornata del trasferimento dall’edificio di corso Peschiera, che sarà bonificato e chiuso per essere restituito ai proprietari. Si è svolto in modo organizzato, grazie al lavoro degli operatori del Comune e della Prefettura, delle Forze dell’ordine e dei volontari, il trasferimento dei rifugiati - la maggior parte somali, ma anche etiopi, eritrei e sudanesi - che da un anno vivevano nell´ex clinica San Paolo. Seguiti dalle associazioni e dai centri sociali, che hanno fatto un presidio durato fino a tarda sera, osservati a distanza da polizia e carabinieri - in borghese per sottolineare che si trattava di un trasferimento e non di uno sgombero - un po’ per volta si sono messi in coda per ritirare il lasciapassare che garantiva un posto sugli autobus Gtt verso una delle due strutture, ognuno con il proprio bigliettino numerato. Un numero che ieri è ulteriormente lievitato rispetto alle previsioni. Un anno fa si contavano 200 rifugiati, nei giorni scorsi si era arrivati a 340, ma all’ultimo momento da altre città ne sono arrivati ancora e alla fine è stato trovato un posto letto per 390 stranieri, 146 a Settimo e 244 nella caserma Lamarmora. Un sincero e doveroso ringraziamento va rivolto al Sindaco di Settimo Torinese, alla Croce Rossa e alle Autorità militari che hanno reso possibile l’operazione mettendo a disposizione le strutture citate.

Tutte le istituzioni hanno fatto un lavoro eccellente: la Questura, il Comune, le associazioni e, permettetemi di sottolinearlo con soddisfazione visto che normalmente nessuno la cita, la Prefettura. La Regione e la Provincia hanno collaborato in tutte le fasi della preparazione dell’operazione. Se la vicenda della clinica si è risolta è grazie alla collaborazione di tutti gli enti tra di loro. Torino è stata la prima e per ora l´unica città in Italia ad affrontare in questo modo il problema dei rifugiati confermandosi come un eccellente laboratorio di idee. E’ certo è che ci siamo fatti carico di un problema che in realtà è nazionale e abbiamo lavorato anche per fare quello che altri non hanno fatto. Perché, diciamocelo, altre città se ne sono completamente disinteressate. Siamo però ormai saturi e non in grado di ospitare altri arrivi. Questa è la risposta, con fatti concreti e non con vacue chiacchiere, del prefetto e delle altre istituzioni alle critiche ingenerose sparse da  esponenti di istituzioni internazionali.

Paolo Padoin

 

 


                          




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