PARENTOPOLI PUGLIESE

Nel precedente intervento
parentopoli o no, dopo aver osservato che i tanti casi di “malauniversità” e
parentopoli sottoposti al vaglio dei magistrati non giustificavano un giudizio
complessivamente negativo su tutta l’Università, avevo citato alcuni casi
recenti su cui indagavano non solo la magistratura, ma anche il Ministero
dell’Università e l’Alto Commissario Anticorruzione.
Nello stesso numero di Repubblica,
ed. di Bari si legge anche che il Ministero dell’Università avrebbe messo sotto
inchiesta le Università di Foggia e Lecce. Il quotidiano, nell’articolo di
Giuliano Foschini “Atenei, inchiesta su Foggia e Lecce – Il Ministro Mussi ordina
controlli su parentopoli e irregolarità” riferisce che il Gabinetto del
Ministro avrebbe disposto verifiche sui due Atenei citati. In merito alla
situazione complessiva degli atenei pugliesi è interessante il commento del
Prof. Alfredo Calderale, docente alla facoltà di giurisprudenza di Foggia, il
quale afferma “Quello che è successo a Foggia non è colpa dei singoli, ma è
l’intera comunità a consentire fenomeni legali ma eticamente discutibili;
quelle cose non si fanno da soli, ma nascono all’interno di gruppi di docenti
che in qualche modo si favoriscono fra loro. Non c’è corruzione, ma quell’etica
rilassata che pervade la corporazione dei docenti come tante altre categorie
della società italiana.”
Sottopongo queste parole
all’intelligente considerazione dei “navigatori”, che sapranno trarne certo le
conclusioni. Personalmente condivido soprattutto l'affermazione,
che mi sembra perfino troppo benevola, che un'etica rilassata pervade molte categorie della
società italiana.
A conferma di tale
situazione infine sul Gazzettino, ed. Vicenza del 3 febbraio 2008,
viene risportata una lunga intervista a un docente vicentino di
epidemiologia sociale, costretto ad emigrare in Inghilterra a
causa della singolare situazione universitaria in Italia. vicenz.pdf
Paolo Padoin
(Prefetto di Padova)
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