RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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PARENTOPOLI PUGLIESE 



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           Nel precedente intervento parentopoli o no, dopo aver osservato che i tanti casi di “malauniversità” e parentopoli sottoposti al vaglio dei magistrati non giustificavano un giudizio complessivamente negativo su tutta l’Università, avevo citato alcuni casi recenti su cui indagavano non solo la magistratura, ma anche il Ministero dell’Università e l’Alto Commissario Anticorruzione.

             Non ho fatto neppure a tempo a registrare le reazioni contrarie, citate in parte nello stesso mio intervento, che oggi, 31 gennaio, la stampa pugliese e in particolare il giornale “La Repubblica”, ed. di Bari (vedi rassegna stampa in pari data del Miur) ci informa che a Foggia, dove “Il figlio del candidato rettore diventa ricercatore di papà”, esiste una fitta rete di assunzioni di parenti, anche in posti per funzioni amministrative, che non fa certo invidia agli altri casi che sono venuti alla luce in precedenza. 

 
            Nello stesso numero di Repubblica, ed. di Bari si legge anche che il Ministero dell’Università avrebbe messo sotto inchiesta le Università di Foggia e Lecce. Il quotidiano, nell’articolo di Giuliano Foschini “Atenei, inchiesta su Foggia e Lecce – Il Ministro Mussi ordina controlli su parentopoli e irregolarità” riferisce che il Gabinetto del Ministro avrebbe disposto verifiche sui due Atenei citati. In merito alla situazione complessiva degli atenei pugliesi è interessante il commento del Prof. Alfredo Calderale, docente alla facoltà di giurisprudenza di Foggia, il quale afferma “Quello che è successo a Foggia non è colpa dei singoli, ma è l’intera comunità a consentire fenomeni legali ma eticamente discutibili; quelle cose non si fanno da soli, ma nascono all’interno di gruppi di docenti che in qualche modo si favoriscono fra loro. Non c’è corruzione, ma quell’etica rilassata che pervade la corporazione dei docenti come tante altre categorie della società italiana.”

 
            Sottopongo queste parole all’intelligente considerazione dei “navigatori”, che sapranno trarne certo le conclusioni. 
Personalmente condivido soprattutto l'affermazione, che mi sembra perfino troppo benevola, che un'etica rilassata pervade molte categorie della società italiana.

               A conferma di tale situazione infine sul Gazzettino, ed. Vicenza del 3 febbraio 2008, viene risportata una lunga intervista a un docente vicentino di epidemiologia sociale, costretto ad emigrare in Inghilterra  a causa della singolare situazione universitaria in Italia. vicenz.pdf

         

  

   Paolo Padoin (Prefetto di Padova)







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