RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

400 Colpi ANARCHICI

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Anche a Firenze, dopo Pisa, Padova e Torino, si cerca di rendere la vita dura a chi infrange la legalità. La stampa e gli inquirenti hanno esaurientemente illustrato quanto accaduto e i reati contestati agli indagati. Alcuni esponenti di uno dei collettivi universitari in prima fila nei cortei contro la riforma Gelmini e contro i Cie (i centri di permanenza per gli immigrati), lo «Spazio Liberato 400 colpi», sono infatti finiti in un’inchiesta della procura. Sono ventidue le misure cautelari emesse dal gip a giovani fra i 20 e i 30 anni per associazione a delinquere. In totale sono 78 gli indagati e 72 gli episodi contestati che vanno dalla fine del 2009 all’autunno del 2010. E' stata sequestrata la sede del collettivo «Spazio Liberato 400 colpi» in via del Parione, in merito alla cui attività le Autorità avevano ricevuto innumerevoli esposti di cittadini. Cinque giovani sono finiti agli arresti domiciliari. Durante le perquisizioni gli investigatori hanno trovato mazze, passamontagna, uno striscione con la scritta «militari assassini» e anche la bozza di uno stencil per tracciare disegni sui muri con la sagoma del sindaco Matteo Renzi e la scritta «il mostro di Firenze». Di fronte a questa realtà, tutti debbono ricordare che la lotta politica è libera ma non può diventare illegale, che il traffico non si può bloccare, che le altre azioni contestate sono atti illegali. Altri atti di violenza commessi all'indomani dell'esecuzione dei provvedimenti, in segno di protesta contro polizia e magistratura, sono oggetto di ulteriore denuncia all'Autorità Giudiziaria. Mi sono subito congratulato con  il Procuratore Quattrocchi e con il Questore Zonno e i loro collaboratori per il felice esito dell'operazione, che ha dato un segnale preciso alla collettività, che da tempo chiedeva il nostro intervento. Occorreva infatti evitare che si perpetuasse il concetto dell’impunità perenne di tali comportamenti. Situazioni analoghe si sono verificate recentemente anche a Torino e a Padova, tanto che il Prefetto di quest’ultima città ha affermato giustamente che, di fronte agli atti violenti degli esponenti del Pedro, centro sociale a me ben noto, occorreva ribadire la massima severità, la tolleranza zero, (come era accaduto in passato fra il 2004 e il 2008), per evitare anche in questo caso la sensazione di oggettiva impunità. Il 1 maggio a Torino  sono state bruciate le bandiere dei sindacati. Anche in questo caso l’azione di magistratura e forze dell’ordine aveva in passato portato a una limitazione della loro attività e credo che con lo sforzo e l’impegno di tutti, come stiamo facendo a Firenze, si riesca a contenere le azioni illegali di questi soggetti, che quotidianamente, come si legge sul loro sito 400colpi.org, cercano di superare i confini, parrocchie e liturgie imposti dalla società per costruire una reale prospettiva rivoluzionaria.

Paolo Padoin  

          




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