FESTA DELLA REPUBBLICA 2008

Il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della Festa della
Repubblica e del 60° anniversario della Costituzione, ha inviato un messaggio
ai Prefetti d'Italia, perché se ne facciano interpreti nelle manifestazioni
celebrative del 2 giugno a livello locale:
"L'anniversario
della Festa della Repubblica deve rinnovare in tutti noi il forte impegno ad
individuare risposte sempre più efficaci a domande e bisogni dei cittadini. Le
scelte e gli interventi, che ciascuno, secondo le proprie responsabilità, è
chiamato ad adottare, devono tener conto, in via prioritaria, del crescente
disagio di persone e comunità e delle pressanti difficoltà delle imprese. A tal
fine, sul territorio, è da valorizzare il ruolo delle Conferenze permanenti,
provinciali e regionali, con il massimo coinvolgimento anche delle
rappresentanze sociali, nonché delle conferenze di servizio, quali sedi di
confronto, di raccordo e di intese. Occorre privilegiare questi moduli
operativi che, sulla base di valutazioni congiunte dei segnali di malessere,
consentono di prefigurarne i possibili sviluppi e di definire e attuare con tempestività
gli interventi più adeguati per fronteggiarli.
Si
tratta di perseguire in generale una linea di cooperazione interistituzionale.
Essa appare oggi particolarmente necessaria per far fronte alle diverse
questioni concernenti la sicurezza, nella sua molteplice e complessa accezione
e, in particolare, gli aspetti cruciali della prevenzione e del contrasto della
criminalità diffusa.
In
relazione all'entrata in vigore delle nuove norme in materia di sicurezza negli
ambienti di lavoro e di circolazione stradale, occorre un particolare impegno,
a tutela della incolumità delle persone, quotidianamente violata da
comportamenti illeciti. Ho certezza che Voi Prefetti rappresenterete il
necessario riferimento istituzionale delle iniziative di coordinamento di tutti
i soggetti coinvolti e delle attività di vigilanza e di controllo.
La
competitività del Paese è strettamente legata alla qualità della Pubblica
Amministrazione. E, in un contesto di politica finanziaria improntato al
massimo rigore, è importante che tutti coloro che rivestono responsabilità
pubbliche diano forte impulso ai progetti di qualità, facendo leva sulla
formazione, sulla responsabilità dei risultati e sul riconoscimento del merito.
Questo scatto di efficienza si impone per garantire ai cittadini l'esercizio di
facoltà e diritti fondamentali e per favorire l'iniziativa e lo sviluppo delle
attività economiche.
Con questi auspici a Voi Prefetti e a tutti coloro che con Voi celebrano la Festa della Repubblica rivolgo il più intenso augurio".
Giorgio Napolitano
INTERVENTO DEL PREFETTO DI TORINO 2 GIUGNO 2008

Le
celebrazioni dell’anniversario della Repubblica si svolgono quest’anno a Torino
subito dopo un evento luttuoso che ha colpito una piccola comunità della nostra
provincia. Dedichiamo perciò un commosso raccoglimento alle vittime della frana
di Villar Pellice e ai familiari sopravvissuti, partecipando al loro lutto e al
loro dolore, e a quello di tutta la comunità di Villar Pellice.
Le
istituzioni di governo del Piemonte e di Torino, insieme a me, hanno deciso di
celebrare ugualmente quest’importante ricorrenza, per ricordare che sessant’anni
or sono è nata la Carta costituzionale italiana, fondamento della nostra
Repubblica.
Nel
periodo, lungo ormai, che ci separa da quella data, il Paese ha compiuto enormi
progressi nella costruzione della democrazia, nella promozione delle libertà
civili e sociali, nello sviluppo del sistema economico, nella realizzazione di
una rete di alleanze internazionali, nell’edificazione dell'Europa.
L’Amministrazione
dell'Interno e l'Istituto prefettizio hanno accompagnato questo difficile e
complesso percorso impegnandosi con sempre maggiore convinzione ed efficacia
nella missione di garanzia dei diritti civili e sociali dei cittadini, della
legalità, della coesione sociale e istituzionale.
In
occasione di questa ricorrenza, che ci induce a meditare sui valori fondanti
della nostra Repubblica, un apposito Comitato presieduto dal Prefetto,
insediatosi in tutte le province, ha previsto un’adeguata programmazione delle
manifestazioni celebrative. In questa città di altissime tradizioni, a suo
tempo Capitale d’Italia, abbiamo avuto il concorso delle istanze rappresentative
dei governi locali, della prestigiosa Università, del mondo della cultura e
della scuola, delle Istituzioni militari e della sicurezza, degli Uffici statali,
di Enti pubblici e privati, che hanno contribuito a organizzare le manifestazioni
celebrative.
Come
ha sottolineato più volte il Presidente Giorgio Napolitano, questo è il momento
della responsabllita per tutti, ciascuno per la sua parte; i difficili problemi
di competitività internazionale che il Paese deve affrontare impongono di fare
sistema, di operare insieme per individuare strategie vincenti, senza
confusione di ruoli e di responsabilità.
In
questa fase nessuno deve ritenere di poter fare da solo e nessuno deve sentirsi
solo, ma occorre avere un autentico "spirito di squadra", e sotto
questo aspetto Torino e il Piemonte possono essere davvero considerati un
esempio a livello nazionale. E’ eccellente infatti la collaborazione fra
istituzioni, che si ritrovano già da tempo tutte insieme per affrontare i
problemi della nostra città, della nostra provincia e della nostra Regione,
anche quelli più tragici come i gravi incidenti sul lavoro avvenuti lo scorso
anno o la recentissima calamità che ha colpito le province di Torino e di Cuneo.
L'era
della globalizzazione, con le opportunità e gli squilibri che ne discendono, ci
impone di accettare le sfide dell'integrazione economica investendo le migliori
energie nella formazione, nell'innovazione e nella ricerca. Occorre a tal fine
disporre di amministrazioni efficienti, di procedure snelle e semplificate, di
pari opportunita nell'accesso ai mercati e ai servizi, di strumenti a garanzia
dei diritti delle persone e dell'attività d’impresa.
Nell’archivio
di alcune prefetture si può trovare un documento storico: il telegramma che
l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi inviò a tutti i prefetti il
1° giugno 1947, nella prima ricorrenza della fondazione della Repubblica. “Il 2
giugno 1946, per solenne e libera volontà del popolo italiano, al quale da
tutti i poteri responsabili era stata rimessa la decisione, sorgeva la
Repubblica Italiana. Un grande evento si compiva di fronte al mondo ammirato,
nella forma più disciplinata e più pacifica. Oggi la Repubblica personifica il
volto augusto della Patria, le speranze di tutti gli italiani. Il Governo ha voluto
che il giorno natale del nuovo Stato fosse considerato festività nazionale, a
celebrazione dello storico evento e a ricordare che con il rispetto della
reciproca libertà e con la concordia sono possibili le più ardite
trasformazioni politiche sociali, mentre il rispetto del metodo democratico –
superando ogni spirito di violenza – crea il consenso operoso attorno alle più
alte conquiste. I Prefetti curino pertanto perché le manifestazioni celebrative
siano rispondenti alla solennità dell’evento e alla serietà dell’ora e assumano
la significazione di un atto di fede nella sicura rinascita della Patria.”
Firmato Alcide De Gasperi.
E
i prefetti hanno tenuto fede a quella loro antica, ma sempre attuale missione,
impegnandosi per la tutela delle libertà democratiche e per lo sviluppo
economico e sociale delle nostre popolazioni. Come affermava il Presidente De
Gasperi il rispetto della reciproca libertà e la concordia hanno reso e rendono
possibili le più ardite trasformazioni politiche sociali.
Paolo Padoin
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