RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen

FESTA DELLA REPUBBLICA1


FESTA DELLA REPUBBLICA A PADOVA: INTERVENTO DEL PREFETTO - 2 GIUGNO 2007.

pad


Il Presidente della Repubblica, nel messaggio inviato ai prefetti in questa solenne occasione, ha riaffermato con forza la necessità della coesione tra le istituzioni, che insieme debbono perseguire con efficacia ed unità d’intenti l'interesse generale, e ha evidenziato in particolare due temi: la sicurezza partecipata e gli incidenti sul lavoro.
La sicurezza, il lavoro, i costi della politica sono al centro del dibattito nazionale, soprattutto dopo l’esito delle recenti elezioni amministrative. Le brillanti operazioni delle nostre Forze dell’ordine confermano che la provincia di Padova è estremamente fortunata perché esiste un invidiabile livello di collaborazione fra le istituzioni e perché qui operano dirigenti di eccezionale livello ed operatori qualificati, che dimostrano eccellente professionalità e prestano la massima attenzione alle esigenze dei cittadini. Lo sconcerto e la sorpresa che si sono rilevati in conseguenza di recenti episodi, che hanno portato Padova sul proscenio nazionale e internazionale, sono stati superati dalla soddisfazione per l’operato dei rappresentanti dello Stato, che hanno provato con i fatti di saper porre un argine concreto all’azione della criminalità politica e comune, anche se non sono favoriti in questa loro attività da una legislazione efficace. Nonostante questo la sensazione d’insicurezza continua a pervadere le nostre popolazioni. In una prospettiva di sicurezza partecipata la collaborazione istituzionale fra Stato e Enti territoriali rappresenta un modello consolidato, concretizzatosi in numerose forme di accordi finalizzati alla tutela della collettività. A Roma, Milano e Torino sono stati sottoscritti nuovi “patti per la sicurezza”, che confermano la volontà di collaborazione fra Stato e autonomie locali, l’impegno finanziario e organizzativo di comuni, province e regioni, lo sforzo del Ministero di potenziare la presenza delle Forze dell’ordine sul territorio. Possiamo individuare alcune priorità, desunte dai patti già sottoscritti: gestione dei campi nomadi, immigrazione e integrazione, occupazioni abusive di aree ed edifici dismessi, abusivismo commerciale, vigilanza su esercizi pubblici, prostituzione, droga e disagio giovanile. Per la nostra provincia, aggiungerei lotta all’alcolismo e promozione della sicurezza stradale; le morti sulle strade dei nostri giovani, per imprudenza, alcol e droga, sono una triste realtà che dobbiamo arginare. Un accenno alle tentazioni della “sicurezza fai da te”, in merito alla quale anche il Ministro dell’Interno, On. Amato ha ribadito che le ronde sono spesso più un problema che un aiuto per le Forze dell’ordine e che in molti casi sono forme che stanno fra la collaborazione e l’usurpazione di una funzione pubblica. È necessario invece fornire maggiori mezzi alle Forze dell’ordine, approvare una migliore legislazione che eviti casi di scarcerazioni facili, promuovere l’impiego più intensivo di addetti alla sicurezza, anche privata.
L’azione del Consiglio territoriale per l’immigrazione ha consentito una corretta valutazione del fenomeno, soprattutto al fine di soddisfare l'esigenza primaria di facilitare l'integrazione e l'accoglienza. Nella nostra realtà si è costituita una rete informativa e amministrativa grazie alla collaborazione con Provincia, Comuni e Associazioni, realizzata anche con il supporto economico della Regione. L’azione delle istituzioni pubbliche e private deve tendere a riconoscere i diritti degli stranieri e a facilitarne l’inclusione, ma anche a far conoscere i doveri che lo straniero regolare ha nei confronti degli altri cittadini e dello Stato.
Sindaci e Associazioni di categoria hanno più volte evidenziato le richieste delle collettività in merito alla maggiore certezza della pena. Occorre equilibrare le previsioni afflittive con quelle premiali, perché la gente comune ha la fondata sensazione che il garantismo vale soprattutto per chi delinque e non per i cittadini che contro la delinquenza dovrebbero essere tutelati. La politica non agevola il lavoro di Magistratura e Forze dell’ordine quando concede indulti e amnistie. Un recente studio dell’A.B.I. per le rapine in banca nel Nordest dimostra che queste sono aumentate, dopo l’indulto, del 91% in Friuli-Venezia Giulia, del 6,4% in Veneto, con una punta di + 150% a Treviso. Sono state così confermate le previsioni delle Forze dell’ordine, che temevano un’escalation di reati in conseguenza di tale provvedimento di clemenza.
Il Presidente Napolitano ha più volte sottolineato la necessità d’intervenire per limitare gli incidenti sul lavoro. In questa provincia si è iniziato già da tempo a lottare contro lavoro nero e incidenti: sono stati redatti specifici protocolli per la sicurezza e la legalità nei cantieri edili, per gli appalti dei servizi, per migliorare i controlli coordinati dei vari uffici competenti. La prefettura si è impegnata in un’opera di coordinamento e di stimolo delle varie istituzioni e delle parti interessate, predisponendo tutte le misure possibili per diminuire questa piaga nazionale. Sono lieto di annunciare che proprio ieri è venuto un importante riconoscimento per la nostra provincia; ben 2 (su 25 a livello nazionale) dei nuovi Cavalieri del lavoro operano in questa provincia: il Sig. Renato Andretta e il Dr. Sergio Stevanato. E’ una grande soddisfazione anche per il prefetto che li ha proposti e ho già espresso le più vive felicitazioni agli interessati, sicuro d’intepretare i sentimenti della nostra collettività.
L’impegno dello Stato e delle Forze dell’ordine deve essere supportato anche da una migliore educazione alla legalità, soprattutto fra i giovani. È questo un tema importante, a cui tengo in modo particolare, che dovrebbe essere oggetto di discussione nelle scuole che intendono sensibilizzare gli studenti. Un ruolo determinante lo svolgono anche i media, che influenzano grandemente l’opinione pubblica. Credo che la collaborazione fra istituzioni e media, soprattutto locali sia essenziale per fornire ai cittadini una corretta ed equilibrata visione della realtà, senza esagerazioni e distorsioni.
Un’ultima annotazione riguarda il pericolo del terrorismo. Fortunatamente a Padova, grazie all’eccezionale professionalità di magistratura e polizia, si è intervenuti in via preventiva. La società si è interrogata, ma ha reagito per lo più positivamente, salvo qualche voce stonata che ha sostenuto la scarsa rilevanza delle formazioni eversive scoperte. È questo un errore da evitare per debellare ogni pericolo di fiancheggiamento, come ha rilevato anche il Ministro dell’interno Amato.
Dovremo perciò promuovere l’educazione alla legalità, potenziare l’ausilio dei moderni sistemi tecnologici, utilizzare in modo ancor più coordinato le risorse umane disponibili, facilitare la collaborazione dei cittadini quali soggetti attivi della politica della sicurezza.
Questo compito spetta in primis alla politica, che deve sbarazzarsi di vecchi schemi, di mentalità e metodologie superate per rendersi più credibile e avvicinarsi alla gente. Per arginare la spesa pubblica si lotta giustamente contro gli sprechi, e per ridurre, almeno in parte, i costi della politica, ci si appresta a eliminare poltrone di Governo e sottogoverno a livello centrale e locale, che comportano un esborso complessivo non più sopportabile per la collettività. L’ultimo incontro fra governo ed enti locali non ha dato esito favorevole: nessuno è disposto a cedere, ma speriamo che il buon senso prevalga perché l’opinione pubblica non sopporta più queste diatribe.
Il Nordest reclama da tempo - non solo da questo, ma anche dai precedenti Governi - maggiore attenzione e maggiore peso nelle decisioni, chiede che ci si occupi dei veri problemi degli operatori economici e della popolazione e soprattutto che si provi a risolverli concretamente senza interminabili dibattiti preliminari per accordare le troppe componenti delle coalizioni. Speriamo che tale richiesta venga ascoltata per il bene e il progresso non solo del Nordest, ma dell’intera comunità nazionale.
                        Paolo Padoin (Prefetto di Padova)
 




Si prega d'inviare contributi e osservazioni a questo indirizzo di posta elettronica: papaopad@yahoo.it.