RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

RESPONSABILITÀ E MERITO


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            Più volte, non soltanto a proposito di concorsi e di Università, si ribadisce la necessità che nella società italiana tornino a primeggiare i principi del merito e della responsabilità rispetto al clientelismo imperante. Anche nella campagna elettorale in corso molte forze politiche riaffermano questi concetti, ma l’esperienza del passato non induce certo all’ottimismo. In proposito ritengo opportuno proporre alla riflessione dei visitatori due articoli: il primo apparso sul Sole 24 Ore del 25 febbraio ripropone la pratica di reciproci favori nella gestione dei concorsi universitari, il secondo, firmato dal Rettore di Padova, prof. Vincenzo Milanesi, apparso sul Mattino di Padova del 26 febbraio, auspica il ritorno della primazia di merito e responsabilità. Riporto qui di seguito i due articoli.

Dal Sole 24 Ore del 25.2.2008: Lo scambio dei favori nel gioco delle nomine.

Di Ni.Ba e Eu.B. (stralcio)

“Nominare una commissione amica, tagliare fuori gli outsider scomodi e assegnare il posto a candidati “vicini”. È la best practice al rovescio che, per anni, ha caratterizzato le università italiane. Portando in cattedra, grazie al meccanismo dei concorsi locali (voluti dall’alora ministro Berlinguer) studiosi modesti, dai “profili scientifici” preconfezionati dal bando di concorso. (…) A spiegare il marchingegno è un docente della Federico II di Napoli. (…) Prtecipando a un concorso per ordinario bandito in una sede diversa da quella di appartenenza, si è sentito apostrofare da un membro della commissione: “Ti sei presentato senza dirci nulla, ora è il caso che ritiri la domanda perché così ci crei problemi.” Era il 2002 e anche allora vigevano ilo sistema del doppio (anzi triplo) idoneo e la valutazione comparativa. Un binomio che ha portato a conseguenze paradossali: il possesso di maggiori titoli o di un curriculum più “pesante” non è un toccasana, ma un virus esterno da debellare. Spesso, però, il problema veniva risolto giàa monte, all’atto della scelta degli esaminatori. La legge riserva a tutti i docenti dello stesso ruolo il diritto di indicare il proprio candidato a svolgere le funzioni di commissario. Fatto sta che il nostro malcapitato ha ricevuto più volte una lettera con valore di “semplice suggerimento di cui non si poteva non tener conto” nella quale, per ragioni di mera funzionalità, si consigliava di far convergere i voti su un commissario che dava più garanzie di realizzare i faticosi equilibri raggiunti dalla consorteria a livello nazionale. Con buona pace del tanto agognato merito.”

 
Dal MATTINO di PADOVA, del 26.2.2008: Uomini nuovi e la speranza

di Vincenzo Milanesi: (stralcio)

“La prima cosa di cui c’è bisogno è una cosa che non costa nulla, ma è fondamentale. E’ un quadro normativo nuovo, che introduca una sola riforma, una riforma «a costo zero» per il sistema-Paese: quella che mette davvero al centro di ogni azione sull’Università e sulla ricerca il riconoscimento del merito e della responsabilità. Merito e qualità del lavoro dei singoli ma anche dell’azione di governo di ciascun Ateneo, ciascuno dei quali essendo da quasi vent’anni dotato di quell’autonomia sancita dalla Costituzione quanto alla scelta dei propri ordinamenti, delle regole per auto-governarsi. Che significa anche essere in grado, e in dovere, di compiere scelte precise, anche se spesso difficili, in ordine all’allocazione delle pur poche risorse che arrivano sul proprio bilancio da parte dello Stato. Significa avere la possibilità, ma anche il dovere, di essere responsabili delle proprie scelte.”

 
Speriamo che il nuovo Governo, qualunque sia, faccia tesoro delle sagge indicazioni del Rettore di uno degli Atenei più antichi e prestigiosi.



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