RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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CONCORSI UNIVERSITARI

Nel link l’eclissi della legalità ho trattato le vicende di molti settori della pubblica e privata amministrazione. Tali questioni sono approfondite nei link successivi dedicati a singole categorie, fra le quali sono compresi adesso anche professori universitari e rettori. Qui di seguito, senza voler esprimere alcun giudizio in proposito, riporto ulteriori articoli e pubblici interventi che riguardano varie vicende, vari atenei e varie facoltà e si aggiungono a quelli che possono essere consultati su altri siti che trattano questi temi: http://www.ateneopalermitano.it http://www.ateneopulito.it
http://www.cipur.it  
 http://www.ilsensodellamisura.com
http://www.ateneofuturo.it http://www.scienzemedicolegali.it/riflessioni.html
http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/463#body
http://digilander.libero.it/conica/duridorecchio/i%20verbali%20dell'illecito.htm
http://www.agecon.ucdavis.edu/aredepart/faculty_info.php?id=28
ecc.


                                               
Paolo Padoin

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Dal “Corriere della sera” dell’8 ottobre 2003: «Posti ereditari, concorsi truccati» E le condanne servono a poco.

«Che faccia i nomi!», protestò indignato il rettore di Siena nonché presidente dei rettori italiani prof. Piero Tosi quando il ministro della Salute Girolamo Sirchia, a febbraio, osò osservare come a Medicina e Chirurgia imperassero baroni e nepotismo  «in cattedra vanno tuttora i figli e i cognati». Eppure non era difficile, basta guardarsi un po’ attorno. L’ultima viene del Tar della Sardegna, la sentenza depositata il 9 settembre ha annullato il decreto di nomina a professore associato di Roberto Puxeddu, firmato dal rettore il 7 agosto 2001, e condannato l’Università di Cagliari a 3000 euro di spese legali. I giudici, accogliendo il ricorso d’un candidato escluso, parlano di «illegittimità conseguente a difetto di imparzialità». (.....)

Storia vecchia, almeno nel campo dell’Otorinolaringoiatria, che in compenso regala ogni giorno delle novità. Nel concorso dell’88 c’erano in palio sedici cattedre e passarono figli di papà e protetti. Bisogna partire da qui, dal padre di tutti gli imbrogli, per capire cosa sta succedendo ancora adesso, come in un gioco di specchi, da Cagliari a Messina, da Roma a Napoli. Lo scandalo scoppiò solo nel ’95, al processo furono condannati cinque docenti, tre della commissione più due padri di candidati. Altri tre professori, per abuso d’ufficio e violenza privata, furono riconosciuti colpevoli per un concorso del ’92, nove cattedre. (....). Le condanne della Corte d’Appello, il 1° dicembre 2000, sono state confermate in Cassazione 5 novembre 2001. Il ministero ha chiesto un parere al consiglio di Stato che ha risposto il 20 marzo 2002: il concorso dell’88 è nullo. E allora perché non succede niente?
«Semplice: perché la Corte d’Appello deve annunciare l’annullamento a tutti e 16 i docenti promossi col trucco, solo che a febbraio non erano arrivate quattro notifiche, non li avevano trovati!», sospira uno dei candidati bocciati nell’88. (...)  G.G.V.

 
Alla vicenda del concorso di otorinolaringoiatria sopra riportata, in merito alla quale si possono reperire ulteriori informazioni sul sito:
http://digilander.libero.it/conica/duridorecchio/i%20verbali%20dell'illecito.htm
si aggiunge il caso singolare di una ricercatrice nel Dipartimento di Economia Pubblica dell'Università di Roma 1 "La Sapienza."

Nel 1990, la ricercatrice partecipò ad un concorso nazionale per professore associato in economia agraria. Nonostante i suoi titoli e i 36 posti disponibili non fu dichiarata idonea. Lei fece ricorso al Tar del Lazio che nel 1999 annullò integralmente il concorso. I controinteressati fecero appello al Consiglio di Stato che nel 2006 le diede ragione, confermando l'annullamento del concorso. La sentenza n. 315/2006, pubblicata il 31 gennaio 2006, in parte, dice: "... Essendo stato confermato l'annullamento della nomina della Commissione di esame, a motivo della accertata incompatibilità del prof……, anche l'annullamento di tutti gli atti compiuti da questa Commissione, compreso il giudizio sui singoli candidati, deve essere confermato."

Tale sentenza non è ancora stata eseguita e l’interessata ha fatto istanza al Consiglio di Stato perchè nomini un Commissario ad Acta. L’intera vicenda è illustrata nel sito  http://www.ateneopalermitano.it/6407/art03.htm

Da L’Espresso n. 3 del 25 gennaio 2007 : “La mafia dei baroni”: Il magnifico dei magnifici
La Toscana è terra di proteste dure. E di tradizioni familiari. Martedì 16 con un gesto clamoroso il rettore Marinelli ha annullato l'inaugurazione dell'anno accademico contro i tagli del governo. Ai tempi della Moratti a guidare la rivolta c'era il suo collega di Siena. Anche lui con un figliolo in ateneo. Una vicenda che Piero Tosi, presidente dei rettori italiani, ha pagato a caro prezzo: un anno fa il gip lo ha sospeso dall'incarico. Scrive il giudice Francesco Bagnai: "Mentre Tosi doveva decidere se rispettare una legge dello Stato oppure violarla e contribuire così con un atto illegittimo a nominare il professor Caporossi a un importante incarico, quest'ultimo intanto si adoperava affinché il figlio del rettore salisse in cattedra". E quando la grana rischia di scoppiare, si muove pure il direttore amministrativo dell'ateneo senese, "non tanto per convincere l'altro candidato a non presentarsi al concorso a cui partecipava Gian Marco Tosi, quanto piuttosto per spingerlo a non presentare denunce".
 
 Questo quadro generale mi suggerisce un

COMMENTO INORRIDITO
Sentenze, inchieste, magistrature amministrative che esaminano ricorsi, ma nonostante tutto niente muta e non si vedono prospettive di mutamenti.  Hanno responsabilità i politici che dovrebbero attuare riforme volte a garantire efficienza e trasparenza nella gestione degli atenei e soprattutto dei concorsi, a privilegiare la ricerca avanzata anziché erogare finanziamenti a pioggia tanto onerosi quanto inutili, a promuovere una reale integrazione col mondo del lavoro anziché la creazione di enti superflui per accontentare il proprio elettorato. Hanno responsabilità i docenti che privilegiano, nelle selezioni, chi fa parte di una determinata cerchia ‘baronale’ e non chi vale di più dal punto di vista scientifico, per non parlare della piaga vergognosa del nepotismo. Hanno responsabilità coloro che amministrano gli atenei all’insegna della demagogia e del clientelismo, mentre il rigore sarebbe doveroso in tempi di ristrettezze finanziarie come quelli che stiamo vivendo. Purtroppo credo che anche nel degrado universitario, e soprattutto nel crollo di tensione morale cui sempre più spesso si assiste, non soltanto in ambiente accademico, abbia avuto un ruolo importante il senso d’impunità. Gli scandali esplodono spesso, ma alla fine ben pochi pagano.

(cfr. http://www.ateneopalermitano.it/6607/art01.htm)





PAOLO PADOIN

         

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