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RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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RIFORMARE I TEST 


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Dopo le proteste avanzate da più parti in merito ai test d'ingresso nelle varie facoltà, si fa il punto sulla situazione. I giornali nazionali e locali hanno riportato episodi particolari, giudizi poco lusinghieri, ma quasi ovunque l'organizzazione “blindata” delle prove ha comportato sforzi ed oneri organizzativi rilevanti da parte delle Università.

Ecco alcuni titoli: Roma di Napoli “Dubbi ai test di Medicina”. Il Capogruppo di AN in Consiglio regionale ha segnalato al rettore che alcuni candidati all'ingresso alla facoltà di medicina di Caserta hanno affermato di aver ricevuto assicurazioni sull'esito positivo del loro test. Leggi:

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Il Secolo XIX (Nei test per l'Università riecco la solita Italia) fa una carrellata umoristica delle vicende quiz a livello nazionale:

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Il Ministro Gelmini infine, preso atto di tali vicende, preannunzia una radicale riforma delle prove per il futuro, ritenendole troppo nozionistiche. Il Messaggero del 6 settembre (Gelmini: I quiz?Troppo nozionistici, li riformeremo, di A.M. Sersale) espone il parere del Ministro e le osservazioni in proposito di molti rettori, sulla base delle esperienze passate e attuali. Leggi:

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Gli studenti in molte città, tanto per cambiare, fanno sit-in contro i test e il numero chiuso.

Prova e riprova non si arriva mai a un sistema decente. Le riforme impopolari non sono possibili pena le rivolte di studenti, sindacati e professori politicizzati. Ma non sarebbe meglio abolire il valore legale della laurea, come ha affermato il Ministro Gelmini al Meeting di Rimini, anche al fine di "liberalizzare il sistema scolastico e universitario"? «L'abolizione del valore legale del titolo di studio - ha spiegato il ministro - rappresenta il punto di arrivo di un progetto riformista nell'ambito del quale ci sono altre cose da far prima: l'applicazione dell'autonomia, del principio di sussidiarietà, di nuove regole di valutazione. Per ora mi accontenterei di avviare questo progetto riformista».






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