RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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PROFUGHI E CENTRI SOCALI


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Il seguito della vicenda dei profughi "sistemati" dai centri sociali in uno stabile occupato abusivamente a Torino (moralisti e legalità) era prevedibile. Nonostante gli sforzi realizzati delle istituzioni per offrire agli extracomunitari - 250, molti dei quali non avevano più diritto ai benefici previsti - una soluzione attraverso progetti finalizzati elaborati da alcune associazioni e dalla Croce Rossa, il rapporto di dipendenza che lega queste persone ai centri sociali impedisce loro di poter decidere autonomamente. Il Sindaco Chiamparino ha invitato apertamente i profughi a liberarsi dall'influenza di gruppuscoli che li strumentalizzano per fini politici. In effetti, spronati anche dall'appoggio, senza dubbio involontario, fornito loro da alcuni parlamentari e persino da un autorevole giornalista, i centri sociali hanno  utilizzato una parte di queste persone per  rinforzare la "massa d'urto"  in alcune manifestazioni da loro organizzate.

Nel frattempo la prefettura, insieme alle altre istituzioni ha predisposto una convenzione, sottoscritta da tutti gli enti, che consente di offrire ai rifugiati la possibilità d'iscriversi alle liste di collocamento e di fruire di servizi sanitari e altri servizi pubblici. Il Ministero dell'Interno ha messo a disposizione del Comune di Torino 400.000 €, il cui rapido impiego potrebbe contribuire alla soluzione del problema. Un gruppo di  78 somali, inviati dal Ministero nel mese di giugno, sono già stati sistemati grazie a un progetto attivato da Prefettura, Croce Rossa e Comune di Settimo torinese.

Per i rifugiati che ne hanno diritto è stato predisposto un  progetto complessivo con la collaborazione di un pool di associazioni collegate al Comune di Torino, e le istituzioni e il privato sociale si stanno  prodigando per realizzare quest' ipotesi. *A breve, in seguito a quest'intervento, saranno trasferite 30 persone che rientrano nella lista d'attesa del Comune; si provvederà allora a sorvegliare che non vi siano sostituzioni e che la parte dei locali lasciata libera non venga rioccupata .


                        Paolo Padoin

                                                       


*La risposta dei centri sociali e di un gruppo d'immigrati, strumentalizzati dai centri sociali, è stata un sit in di fronte al Comune e l'assalto violento alla Prefettura, dove ovviamente non sono stati ricevuti. Con personaggi che ricorrono ad atti di violenza nei confronti delle Forze dell'ordine, alle quali esprimo ringraziamento e solidarietà per la loro azione a tutela della legalità, non è possibile alcun dialogo. I torinesi possono esser  sicuri  che continuerò come sempre ad esercitare le mie funzioni a difesa della legalità, cercando di collaborare con le altre istituzioni e le associazioni riconosciute per risolvere i problemi della nostra città e della nostra provincia. 


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