RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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PATTO UNIVERSITÀ PROSPETTIVE



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Dopo il commento positivo del Rettore di Padova, nonostante le ferie agostane, vi sono stati altri interventi interessanti in merito all’applicazione del Patto Governo Università.

Sul Sole 24 ore del 19 agosto in particolare due articoli, il primo di Laura Cavestri (Atenei, sanzioni in arrivo) il secondo di Alessandro Schiesaro (Governance superata, nemica dell’efficienza) pongono l’accento su due temi fondamentali che cercherò brevemente di riassumere. Chi volesse consultare il testo completo degli articoli lo può fare consultando la rassegna stampa dell’Università di Padova del giorno 20 agosto 2006, aperta a tutti (altre Università non fanno altrettanto).

www.unipd.it/comunicazioni/rassegna/index.htm

Il primo articolo (Atenei, sanzioni in arrivo) si riferisce alla preannunciata limitazione dei corsi di laurea, e ricorda i parametri che saranno alla base di questa operazione, in particolare il numero degli studenti, visto che il 70% dei corsi di laurea di primo livello ha un numero di matricole troppo limitato, con punte più elevate nel settore umanistico, guarda caso proprio quel settore nel quale sono fioriti alcuni istituti cosiddetti d’eccellenza, che si affiancano all’Università “normale” (vedi ad es. il SUM di Firenze). Oltre a queste indicazioni nell’articolo, ed è questa la notizia più interessante, si preannuncia per il mese di settembre il regolamento attuativo delle linee guida del Patto, in base al quale gli Atenei dovranno agire poi di conseguenza per evitare gli interventi “sanzionatori” preannunciati dal rapporto Muraro, che arrivano fino al commissariamento.

 Il secondo è di carattere più generale, ma affronta un tema specifico, di grande interesse per migliorare la governance degli atenei. Riporto le parole dell’autore il quale, commentando l’impostazione di fondo dei due documenti citati, afferma “si prospetta un sistema in cui l’autonomia delle sedo universitarie, nel nome della quale non pochi misfatti sono stati compiuti negli ultimi vent’anni, sia congiunta a una vera responsabilità gestionale”, anvhe se “neppure ha senso illudersi che sorgano improvvisamente modelli di gestione virtuosa anche in università che non sono molto lontane dal dover portare i libri in tribunale”. (Ci si riferisce evidentemente alle quattro università citate come più in pericolo dal rapporto Muraro: (Firenze, Trieste, Pisa, Napoli l’Orientale). "Fino a quando i consigli d’amministrazione continueranno a essere composti quasi esclusivamente da docenti e presieduti dal rettore, che presiede anche il senato accademico, fino a quando cioè continuerà a prevalere un sistematico conflitto d’interessi che affonda le sue radici in un modello d’università ormai del tutto sorpassato, non si potrà mai realizzare una dialettica seria fra esigenze accademiche e compatibilità finanziarie”.

In altre parole finché molte Università continueranno ad essere governate con criteri clientelari non sarà facile realizzare il risanamento sperato. Ma questa mi sembra un’impresa particolarmente difficile, direi anzi impossibile, non soltanto nel mondo universitario, visto che le clientele esistono in gran parte degli ambienti pubblici e privati.


                           Paolo Padoin




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