PATTO UNIVERSITÀ PROSPETTIVE

Dopo
il commento positivo del Rettore di Padova, nonostante le ferie agostane, vi
sono stati altri interventi interessanti in merito all’applicazione del Patto
Governo Università.
www.unipd.it/comunicazioni/rassegna/index.htm
Il
secondo è di carattere più generale, ma affronta un tema specifico, di grande
interesse per migliorare la governance degli atenei. Riporto le parole
dell’autore il quale, commentando l’impostazione di fondo dei due documenti
citati, afferma “si prospetta un sistema in cui l’autonomia delle sedo universitarie,
nel nome della quale non pochi misfatti sono stati compiuti negli ultimi
vent’anni, sia congiunta a una vera responsabilità gestionale”, anvhe se
“neppure ha senso illudersi che sorgano improvvisamente modelli di gestione
virtuosa anche in università che non sono molto lontane dal dover portare i
libri in tribunale”. (Ci si riferisce evidentemente alle quattro università
citate come più in pericolo dal rapporto Muraro: (Firenze, Trieste, Pisa,
Napoli l’Orientale). "Fino
a quando i consigli d’amministrazione continueranno a essere composti quasi
esclusivamente da docenti e presieduti dal rettore, che presiede anche il
senato accademico, fino a quando cioè continuerà a prevalere un sistematico
conflitto d’interessi che affonda le sue radici in un modello d’università
ormai del tutto sorpassato, non si potrà mai realizzare una dialettica seria
fra esigenze accademiche e compatibilità finanziarie”.
In altre parole finché molte Università
continueranno ad essere governate con criteri clientelari non sarà facile
realizzare il risanamento sperato. Ma questa mi sembra un’impresa
particolarmente difficile, direi anzi impossibile, non soltanto nel mondo
universitario, visto che le clientele esistono in gran parte degli ambienti
pubblici e privati.
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