LA CERTEZZA DELLA PENA

Uno scippo
Negli ultimi anni fatti di cronaca di cui sono stati
protagonisti personaggi più volte arrestati e condannati per reati specifici
hanno dato l’occasione a politici, amministratori, associazioni e cittadini di richiedere
che fosse garantita una maggior certezza della pena e delle misure afflittive
per chi delinque.
Recenti episodi, avvenuti a Padova, Venezia, e
soprattutto a Treviso, hanno alimentato il senso d’insicurezza della
popolazione, la convinzione dei cittadini di sentirsi indifesi, la richiesta di
efficaci interventi che permettano certezza della pena e mantenimento in galera
di chi ha messo in pericolo la vita, l’incolumità e la libertà altrui. La gente
da tempo è stufa di un garantismo che tutela i delinquenti e penalizza gli
onesti.
La stampa nazionale e locale ha riportato notizie,
reazioni e commenti in merito a qualche episodio, avvenuto a Padova e Venezia, che
ha dato l’impressione che gli sforzi di agenti di Polizia e Carabinieri,
rimasti feriti negli interventi, siano stati subito vanificati
dall’applicazione di misure legislative che sono troppo elastiche o vengono
interpretate in modo troppo elastico. In proposito sono significativi i
commenti di alcuni fra i massimi esponenti politici locali, il Presidente della
Regione Galan, che su questo tema ha tenuto sempre una posizione responsabile e
ferma, e il Vicepresidente Zaia, che aveva organizzato ronde semiufficiali a
Treviso. Entrambi hanno condannato il buonismo imperante, richiesto una
maggiore severità contro i delinquenti a tutela delle persone oneste e delle
stesse forze dell’ordine.
Voglio però citare, come esemplare, la lettera di un
cittadino comune, il figlio di una persona anziana vittima di uno scippo
violento da parte di un personaggio più volte arrestato e che era libero di
circolare nelle nostre strade. “Malviventi più volte condannati per crimini più
o meno gravi circolano tranquillamente nelle strade delle nostre città pur
continuando a rappresentare un pericolo. Cosa dobbiamo fare noi cittadini onesti
per salvaguardare la nostra incolumità e per ottenere giustizia?” e ha aggiunto
che “.... l’intera cittadinanza di Padova sente viva l’esigenza non di risposte
verbali ma di provvedimenti seri e concreti.”
Da molto tempo si richiede un intervento legislativo
in proposito, un intervento preciso e urgente per sanare le incongruenze
normative più macroscopiche e per consentire un’applicazione più rigida delle
norme, evitando interpretazioni troppo larghe. Già il Procuratore Generale di
Firenze nel 2002, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, aveva
sottolineato l’esigenza di risolvere questo problema, e da allora tanti
amministratori locali, esponenti di categorie economiche e sociali, hanno
richiesto la stessa cosa, e molti prefetti hanno esposto queste richieste. Secondo
qualche esperto sarebbero sufficienti limitati interventi per ottenere già un
risultato positivo, senza attendere esami lunghi e complessi delle “apposite
commissioni” per una riforma generale del sistema. Forse sarebbe opportuno che
le forze politiche si accordassero finalmente per promuovere interventi
immediati, che possano rispondere subito a queste esigenze della popolazione.
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