CONCORSI SENESI

Università di Siena
Da un articolo di Franca Selvatici su Repubblica, cronaca di Firenze del 26 ottobre 2007 si apprende che presso l’Università "Quando si chiede un concorso si chiede l´identikit del vincitore". Il titolo dell’articolo “Docente universitario accusato di abuso d´ufficio” sintetizza la vicenda sottoposta ai giudici senesi.
«Tu ignori le regole universitarie. Quando si chiede un concorso, si chiede sempre l´identikit della persona che va a vincere». E´ il 23 maggio 2005. Filippo Roberto Marcolongo, professore ordinario di reumatologia all´università di Siena, enuncia la regola non scritta che ha trasformato i concorsi universitari in farse e che sta riducendo in macerie l´università italiana. Queste parole e altre altrettanto eloquenti sono state registrate da una sua allieva, la dottoressa Antonella Fioravanti. Con una vita di impegno professionale senza risparmio, la dottoressa ha dovuto rinunciare a cimentarsi in un concorso per professore associato di reumatologia bandito nel maggio 2005 dall´università di Siena, dopo che il suo maestro, il professor Marcolongo, le aveva chiarito che il vincitore designato era un altro e che lei non avrebbe mai potuto aspirare a quel posto. Ora quelle parole, cui si sono aggiunti altri elementi, sono oggetto di un procedimento penale che approda questa mattina all´udienza preliminare. Il professor Marcolongo, 74 anni, è accusato di rivelazione di segreti d´ufficio e, insieme con il vincitore del concorso, Bruno Frediani, deve rispondere anche di abuso d´ufficio. I due docenti sono difesi dagli avvocati Enrico de Martino e Raffaello Mori Pometti. La dottoressa Antonella Fioravanti è parte civile con l´avvocato Massimo Rossi. L´accusa è sostenuta dal pm Alessandra Chiavegatti.
Nelle varie conversazioni con il professor Marcolongo, Antonella Fioravanti pone una questione di moralità: «Forse le denunce non ci sarebbero se le cose venissero fatte in maniera pulita», sostiene. «I concorsi universitari - insiste - non sono concorsi fatti "ad personam", sono dei concorsi a cui la gente partecipa e viene deciso se vince o meno sulla base del curriculum... oppure è diverso?».
«Professore - lo incalza in un´altra circostanza - i ricorsi ci sono perché le cose vengono fatte come lei mi disse a dicembre: "Il posto è del dottor Frediani perché il dottor Frediani ha le sue raccomandazioni e quel posto l´ha portato lui"». «Nella vita... nella vita ci sono sempre delle raccomandazioni», le risponde il professore: «Cosa dovevo fare secondo te? Siccome il dottor Frediani ha le sue raccomandazioni io dovevo dire: quindi rinunciamo ad avere il posto per il dottor Frediani?». In ogni caso, le ripete più volte il professore, tutto «è stato deciso a livello del consiglio dei docenti».
Quando le è chiaro che per lei non ci sono speranze, la dottoressa rinuncia al concorso. Ma l´ingiustizia le brucia. Una sera, pochi giorni prima dello svolgimento delle prove didattiche, fissato per il 18 febbraio 2006, mentre è di guardia in istituto nota sulla scrivania della segretaria un fax relativo al verbale della prima riunione della commissione esaminatrice, con la grafia del dottor Frediani sulla pagina di trasmissione. Questo significa che uno dei candidati, per l´appunto colui che secondo il professor Marcolongo è raccomandato, ha avuto accesso agli atti della commissione, quando questi sono ancora segreti. A quel punto la dottoressa rompe gli indugi e l´11 febbraio presenta un esposto in procura. Il 18 febbraio, giorno della prova didattica, i carabinieri sequestrano tutti i computer. E su quello del dottor Frediani, nel frattempo proclamato vincitore, trovano i curriculum dei candidati, i giudizi su di essi del professor Marcolongo, che è membro interno, e una lista di argomenti selezionati per le prove didattiche.»
Dal sito http://www.ilsensodellamisura.com ,sempre attento ai problemi della malauniversità e in particolare ai tanti pasticci senesi, apprendiamo che dopo circa 3 ore e mezzo di discussione a porte chiuse tra questioni preliminari e merito, senza richiesta di un rito alternativo da parte degli imputati, difesi dagli avvocati Enrico De Martino e Raffaello Mori Pometti, il Gup Dott.ssa Mara Mattioli, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, dottoressa Alessandra Chiavegatti, ha emesso l’ordinanza di rinvio a giudizio davanti al Tribunale di Siena in composizione collegiale, per il giorno 13 maggio 2008. I reati contestati sono: abuso di atti d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio, in concorso tra loro il primo dei due reati. La dottoressa Antonella Fioravanti, patrocinata dall’avvocato Massimo Rossi, si è costituita parte civile.
Manteniamo fiducia nell’azione della magistratura che, anche se in tempi biblici, dovrebbe arrivare alla definizione delle tante azioni penali pendenti in diverse sedi universitarie. Soprattutto la vicenda pendente a Trieste, nella quale sono coinvolti quasi tutti i big di agraria, denunciati dal prof. Quirino Paris, (vedi www.ilsensodellamisura.com e www.ateneopalermitano.it/6407/art02.htm) e dovrebbe far luce sui concorsi incriminati..
Paolo Padoin
(Prefetto di Padova)
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