Ateneopalermitano, nel suo ultimo numero, ospita tre interventi
significativi. Nel primo (Tamburro fino in fondo) la Direttrice, Francesca
Patanè, esprime il suo rammarico per il decesso improvviso del Rettore
dell'Università della Basilicata, alle cui vicende il suo giornale, ma anche
altri fogli di carta stampata e on line, hanno in passato dedicato molto
spazio, trattando di nepotismi e di gestioni accademiche non proprio oculate.
http://www.ateneopalermitano.it/909109/editoriale.htm
Il secondo è dedicato alle inchieste
aperte dalla magistratura ordinaria su conti e gestione dell'Università di
Palermo, la cui situazione non risulta fra le peggiori in assoluto
(nell'articolo si fa riferimento a posizioni più deficitarie, come quella di
Siena), ma che ha indotto gli ultimi due direttori amministrativi a rassegnare
le dimissioni nell'arco di tre mesi (le ultime sono state ritirate).
http://www.ateneopalermitano.it/909109/art01.htm
Infine l'annosa vicenda giudiziaria del prof. Quirino
Paris, che sembrava parzialmente conclusa con la sentenza romana, e che invece
continua dopo l'appello presentato da uno dei professori controinteressati. Nel
frattempo il Prof. Paris non è stato ancora reintegrato nella Sidea (Società
Italiana di Economia Agraria), in quanto il Consiglio di Presidenza ha
ritenuto che si potrà operare positivamente, ma che occorrerà essere molto
precisi al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche. Lo stesso Quirino Paris ritorna sull'argomento della
privatizzazione strisciante dell'Università, dopo aver esaminato a suo tempo il
fenomeno della proliferazione delle scuole di specializzazione in Psicoterapia.
Paris aveva scoperto che tutte le 340 sedi delle scuole esistenti sul
territorio sono di tipo privato e “sono state riconosciute dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) negli ultimi 16 anni
con procedure che lasciano dubitare della qualità di una buona parte di esse,
se almeno una quarantina sono state de-autorizzate in breve tempo dallo stesso
ufficio del Miur che le aveva riconosciute poco prima”. Paris ha iniziato una verifica analoga per le Scuole di
Mediatori linguistici (ex scuole di interpreti e traduttori) che, secondo un
elenco del MIUR, datato 31 marzo 2004, dovrebbero essere 24, con 29 sedi, ed
espone alcune osservazioni in merito al ruolo del Direttore Generale del
Ministero e del complessivo sistema di riconoscimento di istituzioni private che
poi sono legittimate a rilasciare titoli di studio equipollenti alla laurea. In
attesa di ulteriori approfondimenti su questo tema è utile leggere fin d’ora
quanto scrive il Prof. Paris sull’argomento: http://www.ateneopalermitano.it/909109/art04.htm
Paolo Padoin
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