RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

PROCESSO ALLE NUOVE BR


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Nel corso del processo d'Appello bis alle Nuove Br l'ideologo del Gruppo, Davanzo, ha espresso la propria solidarietà ai terroristi che hanno gambizzato l'Ad dell'Ansaldo a Genova. Nel contempo, utilizzando una prassi già sperimentata dai vecchi brigatisti, ha rinunciato all'avvocato di fiducia. La difensora d'ufficio, una giovane avvocata, ha allora dichiarato:«Ritengo che la mia incolumità psicofisica di difensore d'ufficio del signor Alfredo Davanzo, unitamente alla sua volontà di non avvalersi delle mie prestazioni professionali, siano valori di interesse superiore rispetto all`obbligatorietà della difesa d`ufficio».  L'ideologo delle Nuove Br, Alfredo Davanzo, condannato a 11 anni e 4 mesi in primo grado, con un proclama aveva  rinunciato al proprio difensore storico di fiducia pur di non aver alcun «rapporto con lo Stato borghese». Il processo di nuovo Appello che la Cassazione ha ordinato alla Corte d`Assise di rifare a 11 imputati per aver promosso o partecipato a «una banda armata con finalità di terrorismo», continua a Milano con qualche difficoltà. Come si ricorderà il «Partito comunista politico militare» era stato azzerato il 12 febbraio 2007 quando, secondo l'inchiesta del pm Ilda Boccassini, aveva già incendiato la sede milanese di «Forza Italia» (2003) e padovana di «Forza Nuova» (2006), e stava progettando il ferimento del manager della «Breda», Vito Schirone, l'agguato al giuslavorista e senatore pd Pietro Ichino, e l'attentato alla sede del quotidiano «Libero». La Cassazione il 23 febbraio ha confermato l'accertamento dei fatti e le responsabilità personali, ma ha rilevato che i giudici non avevano ben motivato se i br intendessero esercitare una violenza di tipo «comune» su bersagli mirati con finalità eversive di propaganda, o una violenza «terroristica» che accettava il rischio di vittime collaterali o addirittura voleva colpire indiscriminatamente la popolazione per suscitare panico e destabilizzare gli assetti istituzionali. Una settimana fa l'Appello-bis era cominciato con un documento dei detenuti Davanzo e Sisi, che hanno rivendicato «la lotta armata» come metodo e revocato l'incarico al loro avvocato di fiducia per «affermare con ancor più chiarezza il rapporto con la giustizia borghese e le sue diatribe: non abbiamo nulla da cui difenderci ne da giustificare». E' un metodo vecchio: nel 1976 iniziò a Torino il processo al nucleo storico delle Br, e per la prima volta gli imputati rifiutarono di essere difesi. Per consentire la celebrazione del processo, l'avvocato Fulvio Croce, presidente dell'Ordine di Torino, nonostante le minacce ricevute, assunse l'incarico di awocato d'ufficio. Fu assassinato il 28 aprile 1977 da un commando delle Br. Dopo qualche giorno i colleghi, in sua memoria,  iniziarono ad accettare le difese e il processo si svolse. Oggi il difensore d'ufficio rinuncia al mandato e sarà sostituita con un altro avvocato d'ufficio dalla Corte, che dovrà concedere ancora termini a difesa sino al 28 maggio. Il 14 giugno, se non ci sarà sentenza, scadranno, per la fase d`Appello, i termini di custodia cautelare, e i neobrigatisti avranno raggiunto il loro scopo, vanificando gli sforzi che Magistratura e Forze dell'Ordine avevano esperito per assicurarli alla Giustizia. Se è vero che lo Stato c'è, come hanno affermato pomposamente all'unisono le Ministre dell'Interno e della Giustizia a Brindisi, dovrebbe far sentire la propria voce anche nelle aule dei Tribunali. A Padova Prefetto, Magistratura e Forze dell'ordine a suo tempo avevano agito in modo perfetto, facciamo sì che i loro sforzi non cadano nel nulla!

Paolo Padoin

 

 


                          




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