RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

AUTONOMIE E  SPERPERI

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Si discute da tempo della necessità di profonde riforme istituzionali, e in primo luogo si è predisposto il riordino delle province, che dovrebbe portare ad accorpamenti dei vecchi enti in nuove aree più vaste. Sono stati subito presentati ricorsi al TAR e alla Corte Costituzionale, sono iniziate roventi dispute. Ognuno, come prevedibile, tira l’acqua al suo mulino, difficilmente qualcuno è disposto a rinunciare al cadreghino, ma è necessario creare, anche in quest’ambito, le condizioni perché siano ridotti i costi della politica e della pubblica amministrazione a tutti i livelli. Solo adesso ci si accorge del fiume di danaro che viene gestito, praticamente senza controllo, a livello di partiti e di molte istituzioni locali. Occorre porre un rimedio allo sperpero di fondi pubblici.

    Quando ancora esistevano non dico i controlli prefettizi di secolare memoria, ma quelli dei Comitati regionali e delle Commissioni di controllo sugli atti delle Regioni, eliminati dalle leggi Bassanini in ossequio a un malinteso federalismo, si riusciva a porre argine, almeno per i casi più evidenti, agli sperperi, che adesso sono proliferati a dismisura, per fortuna non ovunque. Classifiche stilate dalla stampa sulla base di dati ufficiali pongono, ad esempio, la Regione Toscana agli ultimi posti di questa non esaltante classifica, a debita distanza dalle regioni più spendaccione.

    Occorre dunque che siano fissate regole restrittive al finnziamento pubblico di gruppi e partiti e reintrodotti sistemi di controllo amministrativo, nei quali potrebbero essere utilmente coinvolte anche le prefetture.

        Il Presidente Monti ha restituito al nostro Paese credibilità e un posto di rilievo nel consesso europeo e internazionale, ma l'azione del Governo non ha ancora avviato la crescita auspicata e la riduzione radicale dei costi della politica. Dopo gli scandali estesi è però intervenuto subito per riparare all'azione incontrollata delle autonomie locali..

       

Paolo Padoin

 

 


                          




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